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A Nocera Terinese il vicepresidente dell'Associazione Rurale Calabrese Massimo Belsito ha chiesto ai sindaci di unirsi nella realizzazione di un pool di tecnici

Emergenza cinghiale, Associazione Rurale Calabrese: “Subito un pool di tecnici”

Non si voleva dare voce ai Cacciatori e al mondo venatorio? Ci ha pensato il vice presidente Massimo Belsito a difendere i cacciatori e a mettere tutti “a sedere”.

Motivando, con dati certi e documenti storici del ripopolamento del dopo guerra, ha ribadito «il concetto sbagliato espresso dal sindaco di Amantea che diceva “la colpa è solo ed esclusivamente dei cacciatori”».

Massimo Belsito ha dichiarato di «essere un cacciatore ed esserne fiero», non è pentito di aver portato avanti questa passione da generazioni, ha dichiarato altresì che «la nostra tradizione di bioregolatori della natura è essenziale per l’equilibrio della biodiversità».

Le sue parole, dalle prime dirette Facebook in pieno lockdown covid, riecheggiano durante il terzo seminario a Foligno sulla “filiera delle carni” dove, il commissario Caputo per l’emergenza nazionale peste suina, ha rimarcato «il ruolo fondamentale svolto dai cacciatori, selettori e selecontrollori sia da definire “eroico” e che non può continuare ad essere espletato gratuitamente. Il vice presidente Belsito ci aveva visto lungo e il fatto di essere seguito nelle sue iniziative lo attesta e noi tutti lo appoggiamo».

L’associazione rurale Calabrese ha ribadito ai sindaci che si è perso tempo, qualsiasi iniziativa per l’emergenza cinghiale è stata già pianificata lo scorso anno dalla regione. Il piano di contenimento e selezione Rappresenta il fiore all’occhiello in campo nazionale e ne stanno prendendo spunto altre regioni.».

«Abbiamo lanciato ai sindaci – ha detto Belsito – una proposta forte e importante, chiedendo, visto che come associazione neonata non la prenderebbero in considerazione, di creare un pool di tecnici e chiedere alla regione di riqualificare le aree protette e riperimetrare le zone parco che superano abbondantemente la quota stabilità, perché sono queste le aree serbatoio e fonte di proliferazione per i cinghiali.

A Nocera Terinese il vicepresidente dell'Associazione Rurale Calabrese Massimo Belsito ha chiesto ai sindaci di unirsi nella realizzazione di un pool di tecnici
A Nocera Terinese il vicepresidente dell’Associazione Rurale Calabrese Massimo Belsito ha chiesto ai sindaci di unirsi nella realizzazione di un pool di tecnici

La peste suina è arrivata anche in provincia di Reggio Calabria, noi come associazione lo abbiamo detto, sottoscritto e protocollato alla Regione ma le associazioni riconosciute, agricole e venatorie, ci hanno ostacolato su ogni proposta di intervento e modifiche. Volete sapere di chi è la colpa? Qual è la causa? Chiedete in quali ATC non sono stati abilitati gli interventi di selezione in questi ultimi mesi e la risposta l’avrete immediatamente».

«Ormai non serve cercare i colpevoli – ha detto il vice presidente Belsito chiudendo il suo intervento -, ma c’è bisogno della collaborazione di tutti, basta nascondere la polvere sotto il tappeto, se rinvenite delle carcasse o avvistate dei cinghiali sofferenti avvisate l’asp veterinaria».

L’Associazione Rurale Calabrese ringrazia Massimo Belsito «per la dedizione, la partecipazione attiva e la sua conoscenza sul problema cinghiale, mettendola al servizio di tutti solo per questa passione innata tramandata dal suo caro papà».

Emergenza cinghiale
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