Banner Conad
Massimo Belsito

Emergenza cinghiali, Associazione Rurale Calabrese: “Le nostre proposte inascoltate”

L’Associazione Rurale Calabrese insiste sulle proposte che, secondo i soci, potrebbero contribuire a risolvere l’ormai annosa emergenza cinghiali in Calabria

Noi dell’Associazione Rurale Calabrese, dopo due anni dall’incontro con l’assessore Gallo e dopo le continue proposte rimaste in parte inattese e in parte “tutte” copiate dall’associazione riconosciuta con il maggior numero di iscritti, ci sentiamo di chiedere con FORZA un provvedimento di urgenza per il contenimento della specie SUS scrofa /cinghiale.

Massimo Belsito
Massimo Belsito

Le vostre delibere sono solo dei “contentini” per mettere buoni gli agricoltori e gli allevatori ma che non risolvono il problema per l’emergenza cinghiale su tutta la regione.

Vi abbiamo richiesto di rimettere in sesto i tanti macelli che non sono più in uso e ci siamo sentiti rispondere il 17 agosto scorso nell’incontro di Bocca di Piazza nel comune di Parenti dal dirigente dell’ufficio caccia, che non sono agibili, ma vi rammentiamo che sia noi che voi e infine i nostri figli continuano a studiare in edifici scolastici non agibili però correttamente resi talmente fruibili da non risaltare all’opinione pubblica.

Vi abbiamo chiesto di abbassare il numero di partecipanti alla braccata e di rendere la girata una forma utile di contenimento ma nonostante i molteplici corsi di selettori, di conduttori e di cani limiere solo la girata è stata presa in considerazione, anche se non è stata resa utile per quanto desiderato.

Vi abbiamo mostrato come i nostri studi e i numeri espressi non erano esagerati, anche se siamo stati definiti folli.

Vi abbiamo evidenziato, come del resto fece il nostro vice presidente Massimo Belsito nella riunione organizzata dagli agricoltori di Nocera Terinese e nella quale furono presenti 19 sindaci del Tirreno cosentino e del lametino, che il vero serbatoio della proliferazione dei cinghiali sono le aree protette e le aree parco.

Tutto ciò è servito anche a far capire all’Ente parco della SILA che dovevano richiedere e autorizzare l’intervento dei selettori, ma si continua a sottovalutare il problema. Abbiamo richiesto di applicare la legge in deroga prevista dalla L157/92 sulla caccia o per provvedimento di emergenza per la peste suina, ma, sembra che se restiamo i soli a chiedere l’unico vero intervento di contenimento, quale attivare le squadre di cinghialai ad applicare la braccata nei parchi con il controllo dei corpi di polizia provinciale e forestale, tutto ciò resta vano solo perché lo chiediamo noi.

Riteniamo far presente che, oltre ad essere necessario, è doveroso da parte della politica, da parte dell’assessore all’agricoltura e dagli uffici caccia regionali, far riconoscere la specie del cinghiale NOCIVA ed INVASIVA.

Stiamo ancora aspettando il nuovo calendario venatorio 2024/25. Certi, che oltre alle passerelle politiche, abbiate a cuore l’economia Calabrese visto che per questa emergenza si stanno mettendo a rischio nuove zone rosse, vi auguriamo buon lavoro e si spera una vostra apertura mentale verso l’emergenza cinghiale cercando di far diventare un grosso problema una risorsa immane.

Mi viene da chiedere altresì, come può essere possibile che il posto di dirigente sanitario veterinario all’interno della Regione sia ancora vacante per ragioni di pensionamento da parte del dirigente di tale settore, non è forse indispensabile questo ruolo per tenere sotto controllo le zoonosi sviluppate da questa specie di selvatico?

Siamo certi che qualcuno recepirà le nostre proposte copiandole e facendole passare come proprie, per questo la risposta degli iscritti dell’associazione rurale calabrese resta sempre la stessa “l’importante è che qualcuno faccia il giusto”. A noi non interessa il consenso bensì l’applicazione delle nostre proposte per il bene del mondo rurale.

Condividi questo contenuto