Il boato alle 2 di notte in Via Verdi fra martedì e mercoledì. Danni contenuti, la titolare riapre subito. Al vaglio i filmati delle telecamere private. Cresce l’inquietudine dopo il precedente di aprile.
Erano da poco passate le 2 di notte quando un profondo e violento boato ha lacerato il silenzio della notte a Taverna di Montalto Uffugo, svegliando di soprassalto i residenti della zona. Un risveglio da incubo per un intero quartiere, piombato in pochi minuti nella paura e nell’incertezza.
Il tempestivo arrivo dei Carabinieri ha subito consentito di perimetrare la zona, isolarla ed effettuare i primi accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Dai rilievi è emersa la natura dell’atto: a provocare l’esplosione è stata una bomba carta posizionata proprio all’esterno di una parruccheria situata in Via Verdi.
Il bilancio non registra alcun ferito. Anche sul fronte materiale le conseguenze si sono rivelate fortunatamente circoscritte: la deflagrazione ha infatti divelto l’infisso d’ingresso senza arrecare devastazioni più profonde al locale.
Ma il gesto più significativo è arrivato all’alba: nonostante lo spavento e i danni subito visibili, la titolare della piccola attività ha scelto di non arrendersi, ripulendo i locali e riaprendo regolarmente la serranda già nel corso della mattinata.
Un segnale forte, mentre sul piano investigativo le forze dell’ordine sono già al lavoro. Senza la presenza di impianti pubblici nel punto esatto della deflagrazione, gli inquirynti stanno vagliando con attenzione le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza private presenti lungo la via e nelle strade limitrofe, utili a ricostruire le vie di fuga e identificare chi abbia piazzato l’ordigno.
Interrogativi sul territorio
Resta tuttavia l’amaro in bocca e molta preoccupazione tra i cittadini di Montalto Uffugo. Il pensiero di molti è andato subito a quanto accaduto lo scorso aprile, quando un analogo ordigno bellico fu fatto esplodere all’interno di un condominio, a ridosso dell’uscio di un’abitazione privata.
Stessa modalità, stesso orario notturno. Un’analogia che impone la massima attenzione e sulla quale la comunità attende fiduciosa di fare al più presto chiarezza.
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