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Femministe al Cubo dell’Unical sul piede di guerra

Il 28 novembre e il 5 dicembre, all’interno del noto locale Cubo Restaurant sono stati promossi due eventi ricreativi, “Cinquanta sfumature di Cubo”, attraverso locandine e pubblicità sessiste, lanciando messaggi discriminatori e stereotipando i corpi senza discostarsi dall’idea di mercificazione dei soggetti socialmente ancora accettata. Noi di Femministe al Cubo, gruppo di discussione dell’Unical siamo rimaste spiacevolmente sorprese e indignate nel vedere lo svolgersi di un evento del genere all’interno del campus universitario e per questo motivo abbiamo protestato pacificamente durante la serata in cui si svolgeva l’evento.

Unical

Nel corso della protesta, sostenuta anche da Fem.in, abbiamo cercato di dialogare con gli organizzatori della serata affinché capissero la gravità del messaggio lanciato e porgessero le loro scuse a tutte le studentesse, gli studenti e l’Università, avendo anche violate quelle che sono le norme dell’università.

Infatti, il nostro ateneo attraverso gli organi preposti alla lotta alle discriminazioni di genere (CUG- Centro unico di garanzia) e i centri di ricerca, quale il Centro Women’s Studies “Milly Villa” lavorano e collaborano in sinergia da anni per promuovere la cultura delle pari opportunità, della non discriminazione e della valorizzazione delle differenze, predisponendo piani di azioni positive dirette a prevenire le discriminazioni e a promuovere condizioni di effettiva parità per il genere sottorappresentato, ponendo come obiettivo l’abbattimento degli stereotipi, della violenza e delle discriminazioni verbali e non all’interno dell’Università e del territorio urbano.

L’esito che ci aspettavamo è stato disatteso e gli organizzatori hanno mostrato anche violenza nei nostri confronti. L’aspettativa di tutta la comunità è che non si promuovano più tali eventi e che i gestori del locale dimostrino di aver compreso l’errore commesso nella sua gravità.

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