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Natale in famiglia

Feste natalizie, è il tempo della famiglia

E’ un momento unico quello attorno al Natale: tempo di avvento, tempo di splendore.

Presepe
Presepe

E già, perché sulla scia millenaria della cometa che guidò i Magi all’atteso Messia, come racconta il Vangelo di Matteo (2,1-12,16), il mondo si irradia della stessa luce riflessa dalla capanna di Betlemme, illuminata 2018 anni fa dalla venuta al mondo di Gesù.

E’ nella celebre capanna, sede privilegiata e simbolo dell’umiltà assoluta che scelse nelle sue universali possibilità l’unico Re del mondo, Gesù Cristo, che nacque la famiglia cristiana, oggi in preda al più feroce attacco mediatico di tutti i tempi.

Una ferocia che non concerne tanto la pericolosità degli arnesi da guerra adoperati in campo né tantomeno la numerosità delle file di carrarmati schierate bensì si alimenta grazie ad un’arma ben più potente e meno intercettabile perché “invisibile” agli occhi di chi dovrebbe percepirla nelle sue reali fattezze ovvero la deviante strumentalizzazione culturale, esplicitata attraverso la terribile arma dell’ideologia , espressa in una parvenza multiforme( prima fra tutte, mediante “il gender”) e i cui effetti devastanti sono stati già sperimentati nella storia del ‘900.

Un attacco sottile, intellettuale, camaleontico quello inferto alla famiglia cristiana oggi.

Machiavellico e disposto a tutto, infatti, esso si esplicita furbamente, valutando la gradazione in cui è permeata la cristianità nei diversi contesti culturali ed istituzionali, talvolta manifestandosi in modo velato ed implicito, quasi sotteso, bonario e in punta di piedi; talvolta mediante l’assunzione a falso strumento di difesa della libertà personali ,già lungamente preservate nell’insegnamento cattolico, l’indegno sfruttamento della fragilità umana di questo tempo, vittima della crisi identitaria, sessuale, economica, politica, etica e dunque facilmente influenzabile; talvolta mediante l’esercizio scellerato di manovre più spudorate che passano dalla bestemmia, dalla blasfemia, da proposte mirate a offuscare tutti i simboli della cristianità, dal crocifisso al presepe sino all’ora di religione nelle scuole.

Un attacco quello a cui stiamo assistendo mai forse così diretto ma inteso al punto esagerato, intessuto su una rete di accuse, calunnie, parvenze e falsità strumentalizzate secondo la strategia diabolica che usa l’arma della metonimia per cui alla contingenza del singolo errore si applica un principio di estensione al tutto, secondo un procedimento induttivo falso ma talmente convincente da far venire il dubbio anche al più fervente cattolico. Un attacco che, per la sua sistematicità graduale e adattata, sta facendo presa ovunque.

Una lotta “facile” da vincere perché riversata su un popolo che non intende più come gli stravolgimenti sociali attuali, dagli omicidi alle violenze alla pedofilia, consumati anche da quei falsi preti della cui anima si è impadronito satana per deviare i fedeli, siano soprattutto il prodotto dell’abbandono della morale, della fede e dei comandamenti cristiani, le uniche leggi immortali tutelanti la vita, la persona, il credo, la famiglia, la proprietà, la verità.

Nonostante questo tentativo di distruzione, la famiglia cristiana, in una contemporaneità molteplice e con varie possibilità di “scambio dei ruoli”, resta; senza né tempo né spazio, impermeabile alle critiche, alle speculazioni, alle considerazioni scevre, al bisogno di essere reclamata, ostentata, spiegata.

E resta per il motivo più semplice del mondo: perché è l’unica contemplata dalla natura. E questo dato è inoppugnabile sia che Dio sia considerato creatore, sia che tutto sia pensato matematicamente.

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