La parlamentare 5 Stelle rilancia la protesta: «Le istituzioni nazionali voltano le spalle alla Calabria, ma la mobilitazione continua».
“L’incontro promosso dai Guardiani del Crati a Thurio, con la partecipazione dell’ingegnere idraulico Paolo Veltri e l’invito rivolto alle istituzioni fino al Prefetto, dice una cosa semplice e scomoda: i cittadini della Sibaritide stanno facendo il lavoro che la politica regionale non fa. Analizzano, documentano, propongono. E chiedono risposte che ancora non arrivano.
L’esondazione di febbraio era ampiamente prevedibile come tutti i 32 eventi alluvionali che si sono succeduti sul Crati dal 2000 ad oggi per argini vecchi di un secolo, alveo non dragato, foce non pulita, e i lavori di messa in sicurezza fermi.
Per questo alla Camera nei giorni scorsi nell’ambito del decreto maltempo ho presentato quattro emendamenti per attenzionare e correggere le storture di chi governa: 30 milioni per la manutenzione, pulizia e messa in sicurezza del Crati; 200 milioni per la ripresa delle attività produttive travolte dal fango; 250 milioni per la messa in sicurezza delle strade provinciali, le prime a cedere a ogni pioggia e a tenere isolate intere comunità; 400 milioni per le grandi arterie colpite dal maltempo dalla SS. 106 alla SS. 18. Il governo li ha bocciati tutti.
Il problema nel nostro Paese è che si interviene sempre dopo, mai prima. Sul Crati questo meccanismo perverso si ripete da decenni: si conta il danno, si promette l’intervento, si dimentica tutto fino alla prossima esondazione. I Guardiani del Crati hanno rotto questo schema: tengono viva la memoria, tengono alta la pressione, tengono accesa la luce su un fiume che la politica vorrebbe continuare a ignorare. Ora le istituzioni ascoltino”, così in una nota la Vicepresidente M5S Vittoria Baldino.

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