La denuncia di Di Tillo sul dissesto fermo da febbraio 2026. L’appello dopo la petizione di 53 residenti inviata a Comune, Prefettura e Protezione Civile: «Con le piogge aumentano i rischi, servono tempi certi».
Nel 2012, da presidente della commissione Sicurezza del Comune di San Vincenzo la Costa, mi sono battuto per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla frana che interessava una vasta porzione del territorio comunale, isolando molte contrade e causando gravi disagi ai cittadini. Una battaglia che si risolse positivamente anche grazie a un pressing mediatico portato avanti, senza soluzione di continuità, per mesi.
Da anni siamo impegnati sulle problematiche sociali e di sicurezza legate al territorio cosentino ma oggi è necessario tornare a farsi sentire su una situazione che ricorda da vicino quella vicenda: la frana che dal febbraio 2026 ha compromesso una delle strade comunali di accesso alla contrada Guarassano.
Il tratto è stato chiuso dal Comune, ma secondo i residenti la barriera è stata più volte divelta e, a distanza di oltre sette mesi, nessun intervento risolutivo è stato eseguito. La chiusura ha di fatto isolato il centro abitato: l’unica strada alternativa presenta buche, fondo dissestato, vegetazione invadente e restringimenti della carreggiata, con difficoltà di transito anche per eventuali mezzi di soccorso. A complicare il quadro, la chiusura di via Paradiso e l’interruzione di via lungo Crati Dante Alighieri, all’altezza dell’Istituto comprensivo Spirito Santo.
Il 20 settembre scorso i residenti, con una PEC sottoscritta da 53 cittadini, hanno chiesto con urgenza al sindaco, ai Settori 6 e 7 del Comune, alla Protezione Civile della Regione Calabria e alla Prefettura di Cosenza di intervenire per la messa in sicurezza e il ripristino della strada interessata dalla frana e per un immediato intervento di manutenzione sulla viabilità alternativa chiedendo anche – per iscritto – la comunicazione dei tempi previsti per i lavori.
Ad oggi non è arrivata alcuna risposta, nemmeno un cenno di riscontro. È il segno di un’indifferenza che si rispecchia nell’isolamento di Guarassano, nella mancanza di servizi e di informazioni di cui soffrono, chi più chi meno, tutte le contrade della cintura urbana cosentina.
Oggi, con l’arrivo della stagione delle piogge, il rischio di un peggioramento del fronte di frana è ancora più concreto.
È chiaro che non possiamo aspettare che accada qualcosa. Rivolgo quindi un appello pubblico alle istituzioni affinché rispondano ai residenti e indichino tempi certi per gli interventi e a tutta la cittadinanza, perché la vicenda non resti confinata nella contrada.
Eventi come una frana non possono essere trattati come una schermaglia politica. In gioco c’è la sicurezza dei cittadini. Il nostro compito è continuare a dare voce a chi vive questa situazione. Il dovere dell’Amministrazione pubblica è quello di intervenire subito laddove si evidenziano criticità ad alto rischio e dare risposte chiare e tempestive ai cittadini che chiedono rispetto e sicurezza.

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