La musica tradizionale calabrese ha vissuto un momento di grande visibilità e celebrazione lo scorso 20 agosto, quando il cantautore locale Francesco Giannini è salito sul palco della Roccella Arena insieme alla star nazionale Alfa.
L’incontro, nato in modo del tutto inaspettato, ha regalato al pubblico del “Alfa Summer Tour” un’emozionante interpretazione in dialetto del brano di successo “A me mi piace”, che ora sta spopolando anche sui social.
Per Francesco Giannini, 28 anni, originario di Santa Caterina dello Ionio (CZ), la musica non è solo una professione, ma una passione che affonda le radici nell’infanzia.
All’età di soli 7 anni, ha ricevuto in regalo dallo zio un organetto, uno strumento tipico calabrese che ha imparato a suonare da autodidatta, trasformando un semplice dono in un amore viscerale per le tradizioni della sua terra.
Il suo percorso artistico è un omaggio costante alla cultura calabrese
Dopo essere stato allievo del celebre Cosimo Papandrea, Giannini ha aperto numerosi concerti per lui e per Mimmo Cavallaro, due pilastri della musica folk locale.
Negli anni ha fondato diversi gruppi – “I cotrari di mare”, “Taranta folk” e “I nuovi tari” – con cui ha pubblicato il suo primo album, “U sonu seculari” nel 2014. Dal 2015 ha intrapreso una carriera solista, che lo ha portato a pubblicare gli album “Milli Storii” (2017) e “Terre di Calabria” (2022), quest’ultimo con le preziose collaborazioni di Papandrea e Cavallaro.
L’amore di Giannini per le sue radici non si limita all’esecuzione musicale. Con il desiderio di trasmettere la sua passione alle nuove generazioni, ha fondato le scuole “Corsi di Musica F. Giannini”, che oggi contano ben cinque sedi tra Santa Caterina dello Jonio, Monasterace, Sellia Marina, Martelleto e Davoli Marina, avvicinando i più piccoli alla musica folk.
Nel suo percorso formativo c’è stato spazio anche per altro. Ad esempio all’Università degli Studi di Catanzaro ha sviluppato un elaborato dedicato ai disturbi del neurosviluppo in adolescenza, che ha messo al centro la musica come strumento di inclusione.
Qui Giannini ha conosciuto il prof. Francesco Iaccino, suo tutor, divenuto un suo fervido sostenitore, apprezzandolo e riconoscendo il suo talento.

L’incontro con Alfa è nato quasi per gioco, così come ci racconta lo stesso Giannini
Dopo aver visto una sfida lanciata dal cantante sui social per tradurre la sua hit “Il Filo Rosso” in dialetto, Giannini ha registrato una sua versione voce e chitarra che è stata notata e ricondivisa da Alfa stesso.
Francesco ha poi arrangiato il brano aggiungendo strumenti tradizionali e riscrivendo parte del testo con espressioni tipiche calabresi come “abballati, abballati fimmini schetti e maritati”.
A quel punto, il team di Alfa ha contattato Francesco per invitarlo sul palco della Roccella Arena, anche se per una canzone diversa: il tormentone “A me mi piace”.
Il duetto ha assunto un valore ancora più speciale perché, mentre il brano “Il filo rosso” era già stato interpretato in vari dialetti, “A me mi piace” non era mai stato tradotto prima. Questo ha reso l’esibizione una novità assoluta, un regalo unico al pubblico.
Il duetto sul palco è stato un momento di pura magia, in cui la modernità di Alfa si è fusa con l’autenticità di Giannini, regalando al pubblico un’emozione profonda e dimostrando ancora una volta che la musica, specialmente quella che affonda le radici nella tradizione, ha un potere universale capace di superare ogni barriera.
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