Ormai è da tempo ufficiale: Franco Pichierri è uno dei candidati a sindaco della città di Cosenza. Il Centro Storico tra i punti principali del suo programma.
Franco Pichierri, sentito dalla nostra testa CosenzaPost, ha parlato dei punti fondamentali di quello che sarà il suo programma politico qualora venisse eletto a nuovo sindaco della città di Cosenza.
Ma come nasce la sua candidatura?

«Nasce dall’amore che ho verso la città. Sono nato a Cosenza, vivo a Cosenza, lavoro a Cosenza e i miei affetti più cari sono a Cosenza. In un momento storico così complesso e delicato è un dovere impegnarsi in prima persona nel governo della città.
La mia esperienza porta a sostenere che nei momenti più difficili bisogna sacrificarsi per il bene comune. La crescita complessiva di una comunità si misura anche con l’impegno diretto di ogni suo componente. Troppo facile sarebbe rimanere a guardare dalla finestra e giudicare sui comportamenti altrui»
Il centro storico di Cosenza come “la parte più importante”
«Non può esserci sviluppo e progresso senza ricordare le proprie radici. A 18 anni unitamente ad un gruppo di amici, fui fondatore e presidente del “Centro di ricerca socio-culturale Cosenza Storica”. In particolare, ritengo che il centro storico possa rinascere realmente e ritornare agli antichi splendori solo grazie ad una legge nazionale, così come avvenuto per altre città. Che dovrà essere con grande impegno sostenuta dal nuovo Sindaco di Cosenza attraverso un coinvolgimento bipartisan tutti i parlamentari cosentini.
Tra le opere già in cantiere si dovrà certamente completare il progetto relativo al completamento del Parco Fluviale, un’opera da me voluta ed avviata durante il mio precedente impegno amministrativo. Ritengo, altresì, che dovrà essere anche ripreso l’accordo con gli istituti di credito per favorire prestiti a tassi agevolati. Coinvolgendo la Regione Calabria per la partecipazione attiva nei finanziamenti mirati al recupero e alla ristrutturazione delle unità immobiliari della parte alta della città. In tale logica, si potrebbero stimolare i privati, per la maggior parte proprietari di immobili, a creare nuovi posti letto per aumentare l’offerta extra alberghiera e creare così il più grande albergo diffuso del sud Italia»
Sanità e la questione “nuovo ospedale”
«Molti affrontano il problema della realizzazione delle nuove strutture sanitarie non considerando che, come emerso da diversi studi scientifici, da qui al 2030 in Italia avremo circa venti milioni di anziani e pazienti cronici. Pertanto bisogna distinguere fra strutture dedicate alla cura delle cronicità e strutture dedicate alle emergenze ed alla cura delle acuzie.

Su questo tema non ho dubbi. La cura dei cittadini non può avere bandiere, per tali ragioni ritengo che il vecchio Ospedale dell’Annunziata, unitamente al presidio ospedaliero del Mariano Santo e dell’istituto di ricerca per gli anziani (INRCA) debbano essere ristrutturati e finalizzati alla cronicità ed alla diagnostica che dovrà completarsi con le tecnologie più avanzate.
Mentre, come ho sempre immaginato, il nuovo Ospedale per acuzie dovrà essere dislocato nell’area dell’Università della Calabria, per diventare nel prossimo futuro un policlinico universitario di altissimo livello. Tra l’altro ciò darebbe ragione e premierebbe il recentissimo accreditamento dell’Unical, da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca, del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia Td (tecnologie digitali). Ai cosentini interessa un Ospedale che funzioni, non certo un ospedale sotto casa e che non garantisca i Livelli Essenziali di Assistenza»
Il ruolo dei giovani e il recupero dell’interesse verso una politica che li renda protagonisti
«Sulle tematiche che riguardano i giovani inserirò nel programma il solenne impegno di creare una delega specifica da destinare ad un giovane che sia portatore di specifiche esperienze maturate nel mondo dell’associazionismo, del lavoro, dello studio e della formazione soprattutto per contrastare il preoccupante fenomeno dei neet, giovani privi di lavoro e di particolari competenze derivanti dallo studio.
La tematica è complessa e delicata, da studi approfonditi si è rilevato che i giovani sono molto diffidenti e sfiduciati nei confronti della politica. Le ragioni sono contenute nella delusione, nella rabbia, nel disincanto e nell’indignazione. Ciò impone ad impegnarsi in prima persona per far recuperare loro un concreto interesse verso le nuove dinamiche della società odierna. I giovani hanno bisogno di una nuova politica che faccia ‘sognare’ e che tenda a realizzare concrete prospettive di sviluppo. In pratica i giovani hanno bisogno di una politica che li renda protagonisti e che alimenti l’idea di un futuro differente e migliore»
Il ruolo della Cultura a Cosenza

«Cosenza venne definita “l’Atene della Calabria”. Pertanto, bisogna rigenerare e sostenere i presidi culturali che hanno dato lustro alla città nel secolo scorso.
Il centro storico deve rifiorire anche attraverso il ruolo che devono svolgere l’Accademia cosentina, il Teatro Rendano, la Casa delle Culture, il Museo Diocesano, il Museo dei Brettii, il Teatro Morelli, il Teatro Aroldo Tieri (già Cinema Italia), il Teatro dell’Acquario, il Conservatorio musicale ‘Stanislao Giacomoantonio’, le Fondazioni (Fondazione Giuliani, Fondazione Guido Carli, ecc…) e le Associazioni presenti in città.
Dovranno essere promosse iniziative istituzionali tese alla realizzazione di un consorzio pubblico-privato che ‘governi’ le strutture citate. Oltretutto, ciò rafforzerebbe quanto sin qui realizzato dalla precedente Amministrazione»
E sugli avversari politici…
«Ho rilevato che in alcuni partiti ed esponenti di una certa sinistra le scelte non sono partecipate, ma adottate in sedi estranee alla città e da gruppi organizzati che tentano di imporre le loro scelte. Cosenza, viceversa, merita di individuare un candidato a Sindaco cosentino, riconosciuto, competente. E che abbia mostrato nel suo impegno politico e lavorativo di voler bene alla città. I cosentini devono partecipare da protagonisti allo sviluppo dei quartieri e dell’intero comprensorio urbano, smarcandosi da pericolose consorterie e rispettando la propria vocazione storica»
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