L’estate è una battaglia. Sull’informazione c’è sempre la voglia di ritagliarsi un titolo, uno spazio, una vetrina. Perché si legge di più, la gente ha più tempo per leggere un poco di tutto e aumenta l’attenzione per qualsiasi cosa.
Dal gossip al calcio. L’iter è lo stesso. Da Corona a Guarascio, l’estate diventa rumore e se Corona sputtana Raul Bova, calabrese passionale, forse troppo, Guarascio ritorna a parlare attraverso una chiacchierata telefonica con il collega giornalista Nuccio De Simone. Intervista che ha risvegliato gli animi ormai tramortiti un poco di tutti.

Dai tifosi ai politici, Guarascio ha avuto la capacità ,con il suo silenzio, di “smontare” quella passione che invece è presente ed è repressa da questo rapporto finito in pratica tra dirigenza del Cosenza e città. Perché ormai bisogna parlare di Città, si è rotta la fiducia anche con il primo cittadino che risponde a tono al virgolettato del presidente del Cosenza. Un virgolettato di questo tenore: “ho ricevuto due offerte a costo zero, non voglio essere il Cellino di turno”. Con il sindaco Caruso che gli risponde a stretto giro “questa intervista è clamorosa.
Non pongo credito e fiducia nelle dichiarazioni rese dal presidente Guarascio perché si sono sempre scontrate con una realtà che non è quella che lui aveva preventivato. Non mi fido più”. E poi sempre al rumore estivo di Guarascio risponde anche l’imprenditore Alfredo Citrigno che ricorda: “altro che praticamente gratis.
La mia è stata una proposta concreta, seria, con cifre scritte nero su bianco, compatibili con il valore del Cosenza calcio”. Ed è caos. L’estate, i titoli, il pallone. Rieccoli messi in fila queste parole, ma qui c’è veramente un problema da risolvere. Essere presidente di una società di calcio che rappresenta la città non significa soltanto avere la potenza economica e garantire iscrizioni a campionati, ma bisogna a tutti costi ragionare su un ciclo che obiettivamente è chiuso. Può uscire di scena il presidente Guarascio aiutato dall’amministrazione comunale che deve qui fare uno sforzo.
La pazienza in politica è la virtù dei forti e al sindaco Caruso viene richiesta pazienza. Bisogna chiudersi in una stanza, telefonare a quegli imprenditori che veramente hanno voglia di comprare la società ed arrivare alla sintesi. Ma dire che si “potrebbe ripartire dall’Eccellenza” è una roba che non sta in piedi.
Anche qui i titoli e le dichiarazioni di Orsomarso e Franz Caruso fanno rumore, ma è un rumore estivo che serve alla chiacchiera sotto l’ombrellone, ma il calcio ha bisogno ad un certo punto di quella sintesi giusta per far di nuovo goal con il ritorno allo stadio di quei tifosi che soffrono più di tutti per una situazione obiettivamente imbarazzante.
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