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Fuori campo, il Cosenza in undici contro dieci perde con la Sampdoria ed è crisi nera

Purtroppo quando poi sei quasi sotto terra basta un niente e la perdi la partita. Basta un niente. Oggi tanta rabbia perchè queste partite non le meriti di perdere così. Possiamo iniziare così il pezzo.

Perché la partita persa a Genova con la Sampdoria è una partita strana.

Il Cosenza scende in campo con il piglio giusto e fa paura, fa così paura che la Sampdoria resta in dieci per una doppia ammonizione giusta.

Ma da quel momento in poi si spegne la luce nel Cosenza e addirittura la squadra di Alvini passa in svantaggio.

Disattenzioni? Sempre una a partita.

Perché prendiamo goal ancora una volta da un calcio d’angolo.

Imprecisioni? Tante.

Ormai senza serenità i giocatori sbagliano disimpegni facili e la confusione regna sovrana.

I tifosi del Cosenza
I tifosi del Cosenza | Foto di repertorio

Cosa fare? Al posto di Delvecchio non vorrebbe esserci nessuno, ma una scossa va data e adesso e Alvini è ad un passo sulla carta da un esonero che sembra scontato, ma la situazione non è chiara.

Lo stesso Alvini in conferenza stampa questa volta parla e dice: “mancano i risultati non le prestazioni. Credo nella salvezza”.

Ma adesso è poco, troppo poco perchè il tifoso ora vuole sentire altre voci.

Ad esempio quella di un Guarascio che ha il dovere di uscire allo scoperto. Ne hanno diritto i tifosi, la città, ma anche i giocatori.

E’ fondamentale adesso mettere la palla al centro e cercare di capire se qui c’è un margine di vita o nessuno ci crede più.

Da queste voci sulla trattativa del vendo o non vendo è passato un mese ed e’ giusto anche per quella parte fare chiarezza.

Non c’è più tempo da perdere. Gli alibi sono terminati perché anche il campo ha, per adesso, emesso una sentenza di condanna a morte.

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