Concordo con l’onorevole Antoniozzi, di cui ho stima e verso il quale nutro rispetto, sul dovere istituzionale di dire sempre la verità ai cittadini. Specie sul tema degli obblighi che competono loro sul piano della partecipazione alla spesa pubblica, da affrontare attraverso la sottomissione ai tributi e alle tariffe. Al riguardo, devo tuttavia fare chiarezza sul tema della posizione debitoria che seguirà il buon esito della fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero.

Ebbene, la parte debitoria residuale cosentina alla definizione dei compiti dell’OSL costituirà una “cambiale” a firma della nuova città. Una cambiale di diverse centinaia di milioni di euro.
A nulla vale quindi l’affermazione di Antoniozzi sul richiamo al DL 50/2017. Lo stesso infatti all’art. 21,comma 2 ter, dispone tutt’altro. Sostituisce il comma 132 dell’art. 1 legge 56/2014 offrendo la possibilità ai comuni risultanti da fusione di mantenere i tributi e le tariffe differenziati per ciascuno dei territori degli enti preesistenti alla fusione stessa, e comunque non oltre il quinto esercizio finanziario del nuovo comune. Ma il debito rimane nella sua interezza. Una cosa è l’onere tributario corrente; altra cosa è la cura dei bilanci da riequilibrare. Confonderle potrebbe determinare il disastro definitivo.
Da qui il NO maiuscolo e consapevole.
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