Gennaro Gattuso, si sa, è stato sempre legato alla sua terra. Non solo alla sua Schiavonea, ma anche alla città di Cosenza, dove è più volte venuto per occasioni significative.
Una fra tutte nel 2013 quando venne invitato dalla società rossoblù insieme all’amministrazione comunale per una partita di beneficenza con il suo Sion a favore dei terremotati di Mormanno. Stefano Fiore, da sempre amico di Gattuso, fece la sua parte per l’organizzazione dell’evento.

L’incasso fu devoluto alla ricostruzione del centro del Pollino in seguito al sisma. Il suo Sion vinse 1-2 e al San Vito segnarono Le Piane, Adailton e Lafferty. – Io ero un ragazzino come voi – disse Gattuso – con tanta voglia di giocare a calcio. So benissimo che qui al sud non è facile, ci sono vari problemi strutturali e non solo.
Però è anche vero che abbiamo tanto carattere e che crescendo si può migliorare tanto. Ho iniziato dovendo superare l’ostacolo rappresentato da mia madre. Mia madre non voleva che io lasciassi la famiglia all’età di 13 anni, ma io le chiesi di non impedirmi d’inseguire quello che era il mio sogno. Una volta arrivato nel settore giovanile del Perugia ho iniziato il mio percorso.
Fui acquistato dal Rangers, successivamente mi riportò in Italia la Salernitana, ma subito, fui acquistato dal Milan, nel quale sono rimasto per 13 anni ed ora milito nel Sion. Ragazzi, vi chiedo di studiare, perché è molto importante.
Io per inseguire il mio sogno avevo un po’ trascurato lo studio, però poi con pazienza e sacrifici mi sono diplomato. Quando cresci e ti relazioni con altre persone, senza una buona base scolastica non si va da nessuna parte-.
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