Il Circolo “Giuseppe Tatarella” di Fratelli d’Italia solleva il velo su una gestione dei rifiuti definita “opaca e inefficiente” a Calopezzati.
Il Circolo “Giuseppe Tatarella” di Fratelli d’Italia denuncia una gestione dei rifiuti che definire opaca è un eufemismo. Documenti alla mano, emerge un quadro di incapacità amministrativa e stallo decisionale che sta lasciando il nostro Comune in balia di eventi giudiziari pesantissimi.
UN APPALTO D’ORO E UN’ASTA SCONVENIENTE
Il Comune ha indetto una Gara Europea per l’affidamento del servizio di raccolta differenziata “porta a porta”, trasporto e smaltimento per 5 anni. L’importo a base d’asta è fissato a 1.304.490,85 €. Come Fratelli d’Italia, riteniamo questa cifra eccessivamente alta e sconveniente per le tasche dei contribuenti. Su un arco temporale così lungo, un’amministrazione oculata avrebbe dovuto fissare un importo più basso, agendo nell’esclusivo interesse dei cittadini e non sprecando risorse pubbliche.
IL PASTICCIO DEL VERBALE: SOSPETTI E IRREGOLARITÀ
La cronaca della gara sembra un romanzo di serie B. Durante la seduta del 30 luglio 2025, emerge un’irregolarità sollevata dal Tenente Francesco Spadafora: secondo cui l’impresa aggiudicataria ha presentato un’offerta che violerebbe le regole del bando. Nello specifico, ha proposto un limite di 10 tonnellate annue gratuite, prevedendo costi aggiuntivi per l’eccedenza. Di fronte a questa contestazione del Tenente Francesco Spadafora, la Commissione si è dichiarata impossibilitata a riaprire la valutazione tecnica, lavandosene le mani e passando la palla al Responsabile Unico del Progetto (RUP), il geom. Antonio Monteforte.
SETTE MESI DI SILENZIO ASSORDANTE
Da quel 30 luglio sono passati sette mesi. Sette mesi di vuoto pneumatico. Consultando l’Albo Pretorio, non appare alcuna decisione del RUP. Non c’è esclusione, non c’è aggiudicazione al secondo classificato, non c’è annullamento. Lo stallo è totale e la responsabilità amministrativa ricade interamente sul RUP e su chi dovrebbe vigilarne l’operato pretendendo decisioni immediate.
IL PARADOSSO: IN MANO A UN’AZIENDA SOTTO SEQUESTRO
Mentre il Comune dorme, la raccolta dei rifiuti continua in regime di proroga. E qui la vicenda diventa inquietante. L’attuale gestore, la “Servizi Ecologici”, è finita al centro di un’indagine della Procura di Bari per un presunto traffico illecito di 10.000 tonnellate di rifiuti verso la Grecia. Il titolare Giosuè Greco è stato colpito da misure cautelari e l’impresa è stata posta sotto sequestro preventivo. Oggi a Calopezzati il servizio è gestito da un amministratore giudiziario. Una ditta sotto sequestro ha un’operatività limitata per definizione. Ci troviamo in una posizione di estrema vulnerabilità: da un lato, una gara d’appalto bloccata per vizi tecnici e dall’altro, un gestore travolto da inchieste per traffico illecito.
CALOPEZZATI MERITA DI MEGLIO
Chi pagherà per questa inerzia? È facile prevederlo: i cittadini, che subiranno un calo della qualità del servizio e, con ogni probabilità, un aumento dei costi. Tutto questo si sarebbe potuto evitare se l’amministrazione avesse seguito correttamente i processi invece di impantanarsi in una palude di inefficienza. Denunciamo con forza l’ennesima dimostrazione di incompetenza di chi guida il governo locale. Calopezzati non può essere ostaggio di burocrati silenti e scelte politiche scellerate. È tempo di voltare pagina.

Vai al contenuto



