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Giacomo Leopardi parla in vernacolo al Castello di Rose: grande successo per “U miagliu juri” di Sonia Vivona

Pienone al borgo cosentino per la Settimana della Cultura: il sindaco Barbieri e il presidente Bria celebrano la lingua identitaria diventata linguaggio d’arte.

Una serata intensa e partecipata all’insegna della poesia, della lingua identitaria e della musica ha animato il Castello Comunale di Rose nell’ambito della Settimana della Cultura. Numeroso il pubblico che, nella serata del 9 settembre, ha preso parte alla presentazione di “U miagliu juri”, l’opera di Sonia Vivona dedicata alla traduzione in vernacolo delle celebri liriche di Giacomo Leopardi.

L’iniziativa, inserita nella rassegna curata dall’Amministrazione Comunale e organizzata dall’Associazione Culturale “Libera…Mente”, si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco Roberto Barbieri, del delegato alla cultura Antonio Canino e del presidente dell’associazione Mario Bria, che hanno sottolineato l’importanza di valorizzare il patrimonio linguistico locale e di promuovere momenti di crescita culturale per la comunità.

Successivamente la professoressa Mariolina Cucunato Santelli ha guidato il pubblico in un’approfondita riflessione sulla poetica leopardiana, evidenziandone l’attualità, la forza espressiva e la straordinaria capacità di parlare alle diverse generazioni. La relazione ha offerto numerosi spunti di approfondimento sui temi esistenziali e filosofici presenti nelle opere del poeta recanatese, permettendo di cogliere il significato più profondo del lavoro di traduzione realizzato da Sonia Vivona.

Particolare interesse ha suscitato proprio l’opera dell’autrice, apprezzata per il valore letterario e culturale dell’iniziativa. “U miagliu juri”, titolo che richiama un verso de Il passero solitario e che allude alla scelta delle più significative poesie leopardiane, rappresenta infatti un importante contributo alla valorizzazione del vernacolo. Attraverso questa traduzione, la lingua locale diventa linguaggio d’arte e veicolo per diffondere le opere di uno dei più grandi poeti della letteratura italiana.

La serata è stata impreziosita dalle letture interpretative dei testi curate da Emilio Condello, Mario Bria, Anna Canè, Pietro Furfaro, Daniele Avallone e Rosanna Labonia, che hanno saputo trasmettere al pubblico la musicalità e l’intensità dei versi tradotti. Ad arricchire ulteriormente l’atmosfera sono state le esecuzioni alla fisarmonica del Maestro Piergiuseppe Maggi, capace di coinvolgere tutti i presenti.

A moderare l’incontro è stata Rosanna Labonia, che ha accompagnato i diversi momenti della manifestazione fino all’intervento conclusivo di Sonia Vivona. L’autrice ha condiviso con il pubblico il percorso che l’ha portata alla realizzazione di questo ardito esperimento, soffermandosi sull’importanza della poesia, strumento universale e inesauribile per interrogarsi sulla vita e raccontare le emozioni che essa regala.

Una serata che ha lasciato un segno significativo nel calendario culturale cittadino, offrendo un’occasione di riflessione, emozione e riscoperta dell’identità locale attraverso la poesia e la musica. 

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