Banner Conad

Giornalisti nella storia, il ricordo di Gianni Brera a Cosenza

La sala stampa “ Sandro Tito” della redazione del Quotidiano del Sud a Castrolibero, nell’ambito della rassegna “Giornalisti nella storia”, sabato 25 Maggio ha presentato l’evento dedicato alla figura di Gianni Brera, noto per aver lasciato una traccia indelebile nel giornalismo sportivo.

Giornalisti nella storia, il ricordo di Gianni Brera a Cosenza

Una rassegna fortemente voluta e organizzata dalla Fondazione Mario Dodaro, dall’Istituto per gli studi storici, dal Quotidiano del Sud e in collaborazione con il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza.

A moderare l’incontro è stata Cristina Vercillo, caporedattore del Quotidiano del Sud, accompagnata da Adalberto Scemma, giornalista e scrittore, che ha raccontato attraverso aneddoti e ricordi intorno ad un’icona del giornalismo sportivo.

Gianni Brera ha lasciato un’eredità di “neologismi”, molto usati nel linguaggio calcistico ( sono sue le parole come “melina”, “goleador” e “contropiede”) , e sempre grazie a lui molti calciatori sono divenuti personaggi mitologici (da Riva/ Rombo di Tuono a “Boninsegna/Bonimba e Rivera/Abatino), inoltre è stato anche un grande scrittore, ha lavorato per la Gazzetta dello Sport, per Il Giorno, per il Giornale di Montalli, per la Repubblica, ha scritto di atletica, ha preso parte al Tour de France, una carriera in salita, tipica di chi possiede uno stile giornalistico innovativo, moderno e anche creativo.

I suoi giochi di parole, il suo lessico e la sua impronta giornalistica sono frutto di una mappatura di parole e di idee, che sono state interpretate dall’attore cosentino Ernesto Orrico , consapevole del fatto che i suoi articoli fossero di un certo spessore, seguito poi dalle melodie dei maestri arpisti Maria Cristina Chiarelli e Stefania Binetti.

Di Brera non si può non citare la rubrica “L’Arcimatto” presente sul  Guerin Sportivo, il titolo di un suo libro, che deriva dall’omonima rubrica, dove Brera evidenziava il suo amore per il calcio, per i calciatori, a cui dava dei soprannomi, rendendoli famosi al grande pubblico.

A distanza di anni, e se fosse vissuto avrebbe compiuto 100 anni, di Brera resta l’esempio, resta la strada di chi percorre cammini tortuosi, pur sempre percorribili, ma con la volontà di fare sempre meglio e di ottenere dei risultati.

Per il mondo del calcio e non solo rimane un idolo, un mito o meglio ancora un’icona del giornalismo sportivo.

Condividi questo contenuto