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Gioventù Nazionale Cosenza dice no all’intitolazione del Planetario al leader di Potere Operaio

È difficile non restare sorpresi e amareggia dalla proposta di intitolare il Planetario di Cosenza a Franco Piperno. Non solo per il valore simbolico che un luogo come il Planetario rappresenta, ma anche per la figura complessa e controversa di Piperno. Non possiamo ignorare che quest’uomo, pur avendo contribuito al panorama culturale e scientifico italiano, è stato protagonista di una stagione oscura e violenta della nostra storia, quella della lotta armata, che ha segnato in modo indelebile tante vite e famiglie.

Gioventù Nazionale Cosenza dice no all’intitolazione del Planetario al leader di Potere Operaio

Piperno fu coinvolto, al pari di altri importanti esponenti dell’area operaista, nel discusso Processo 7 aprile, un insieme di processi penali contro membri e presunti simpatizzanti di Autonomia Operaia, tra il 1979 e il 1988, che si riferivano ai tragici eventi degli anni di piombo. Questi eventi seguirono il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse nel 1978, e le successive aggressioni nei confronti di alcuni docenti dell’Università di Padova. Durante il sequestro di Moro, furono arrestati a decine i membri di Potere Operaio, tra cui figure di spicco come Toni Negri e Oreste Scalzone. Franco Piperno, tuttavia, riuscì a sfuggire all’arresto, e per molti anni mantenne una posizione di rilievo all’interno del movimento. Sebbene non fosse coinvolto nell’agguato di via Fani, non possiamo ignorare che la sua figura, come leader di un movimento che si inseriva in un clima di conflitto politico e violenza, sia legata a quella stagione tragica della nostra storia.

Come leader di Potere Operaio, Piperno fu al centro di un gruppo che alimentava il conflitto ideologico e spesso sfociava in atti estremi, come il Rogo di Primavalle del 1973 che costò la vita ai fratelli Valerio e Alberto, figli di un esponente di Avanguardia Nazionale, la sua posizione di leadership in un movimento che alimentava il conflitto politico e la violenza rende difficile separare la sua figura dalle tragedie che segnarono quegli anni.

Intitolare il Planetario a Franco Piperno non può prescindere dal contesto storico di quegli anni. Piperno fu tra i fondatori di Potere Operaio, un gruppo di sinistra extraparlamentare che, durante gli anni Settanta, promosse azioni politiche e ideologiche che sfociarono spesso in pratiche violente. Se da un lato non possiamo non riconoscere il suo impegno accademico e la sua passione per l’astronomia, dall’altro ci dobbiamo chiedere se sia giusto dedicare un luogo simbolo della cultura e della scienza a una figura legata a una stagione di eversione, lotta e terrorismo.

Cosenza merita, e i suoi cittadini meritano, di andare oltre la contrapposizione ideologica, nel rispetto della memoria di tutti e fondando la nostra società su valori di pacificazione e concordia sociale. Il Planetario dovrebbe essere un simbolo di impegno positivo, ispirato alla bellezza della scienza, della conoscenza e dell’inclusività. Non dovrebbe diventare il palcoscenico per celebrare una parte della nostra storia che, purtroppo, ha contribuito a dividere la società in modo irreparabile.

Con il cuore rivolto alla memoria di chi ha sofferto a causa degli a di terrorismo e con il rispetto per chi crede nel valore universale della cultura e della pace, riteniamo fondamentale che la nostra città scelga un’altra strada, una che rappresenti davvero la bellezza e la speranza di un futuro migliore.

Gioventù Nazionale – Provincia di Cosenza

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