Gli olivicoltori calabresi invadono la Puglia con il presidente Aceto: il compenso crolla da 9 a 5 euro al litro, sotto i costi reali di produzione
Anche Coldiretti Calabria, e non poteva che essere così visto che è la seconda regione produttrice di olio, ha partecipato alla mobilitazione nazionale degli agricoltori che ha invaso le strade di Bari, promossa da Coldiretti e Unaprol, per dire basta ai “trafficanti di olio” che stanno mettendo in ginocchio le imprese e ingannando i consumatori. Una protesta con migliaia di agricoltori scesi in piazza per denunciare un sistema che rischia di compromettere il futuro dell’olio extravergine italiano, simbolo del Made in Italy e pilastro dell’economia agricola anche in Calabria. Coldiretti Calabria con il presidente Aceto, ha ribadito dal palco la necessità dell’attuazione delle proposte per difendere il vero olio extravergine che significa difendere reddito, territorio e salute.
Prezzi crollati e aziende in difficoltà
L’allarme è chiaro: i prezzi dell’olio extravergine pagati agli olivicoltori sono praticamente dimezzati rispetto allo scorso anno, passando da circa 9 euro al litro a poco più di 5 euro, ben al di sotto dei costi di produzione. Una situazione aggravata da rincari che superano i 200 euro per ettaro. Un contesto che costringe molte aziende, anche calabresi, a vendere sottocosto, con le conseguenze che ne derivano.
Frodi e speculazioni: un attacco alla salute e alla trasparenza
Nel mirino ci sono pratiche fraudolente sempre più diffuse: dall’utilizzo di clorofilla e oli deodorati, fino a sostanze chimiche impiegate per alterare la qualità reale del prodotto. Fenomeni che, insieme all’arrivo massiccio di olio dall’estero, alimentano un sistema di speculazioni e inganni. Prodotti di bassa qualità finiscono anche nelle mense scolastiche e ospedaliere, mettendo a rischio la salute dei cittadini. Per questo Coldiretti e Unaprol chiedono che nelle strutture pubbliche vengano utilizzati esclusivamente prodotti italiani certificati, sicuri e di qualità.
I numeri che smascherano il sistema
I dati della filiera evidenziano una situazione che non torna: circa 234 milioni di litri di olio extravergine prodotti in Italia, 461 milioni di litri consumati, 318 milioni di litri esportati, ben 545 milioni di litri importati, Numeri eloquenti che dimostrano come il sistema sia esposto a manipolazioni sull’origine e tracciabilità del prodotto, con gravi danni per produttori e cittadini. In questo scenario, la Calabria rappresenta uno dei principali bacini olivicoli del Paese, con milioni di piante, una forte incidenza sull’economia agricola regionale e un patrimonio identitario, paesaggistico e culturale da tutelare.
Le richieste: più controlli e tecnologie contro le frodi
È stata sollecitata l’applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali e contro le vendite effettuate al di sotto dei costi di produzione. Tra le richieste figura anche il divieto di commercializzare come extravergini miscele ottenute con la successiva aggiunta dell’olio di oliva vergine. Per garantire una tracciabilità completa e avanzata della filiera viene ritenuta indispensabile l’introduzione del documento di trasporto elettronico delle olive fin dalla fase di conferimento. Sul fronte commerciale, Coldiretti e Unaprol chiedono infine la sospensione delle importazioni di olio tunisino a dazio zero e il superamento del regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa) applicato agli oli esteri, considerato un potenziale punto critico per l’ingresso sul mercato di prodotti suscettibili di generare fenomeni fraudolenti.
Il “tavolo degli inganni” e la consapevolezza dei cittadini
Durante la manifestazione è stato allestito il “tavolo degli inganni” per mostrare ai cittadini come avvengono le frodi e le miscelazioni pericolose. Parallelamente, nel mercato di Campagna Amica, è stato possibile degustare oli di qualità, evidenziando la differenza tra un vero extravergine e un prodotto camuffato.

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