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Alessandro Lai

Il calciatore della settimana: Alessandro Lai

Alessandro Lai è nato a Cagliari nell’ottobre del 2000 ed è approdato in rossoblù nell’estate del 2022 appena ventiduenne dopo diverse esperienze tra i dilettanti.

Caratteristiche tecniche

Nei lupi è sempre stato il terzo portiere, quindi, ovviamente, non ha mai avuto occasione di fare presenze. Però sicuramente avrà accumulato esperienze alle spalle di un portiere come Micai. È alto 1 metro e 86 cm e sicuramente avrà voglia, quanto prima, di prendersi dei pali da difendere.

Carriera

Le sue prime esperienze sono ovviamente in terra sarda, con l’Orrolese, società dilettantistica cagliaritana. Quindi, nel 2017-18, la prima esperienza in D, sempre sull’isola, con il Tortolì. Sono 6 le presenze per il giovane portiere ancora minorenne. Nell’estate della maturità si trasferisce in Toscana: è sempre serie D con il Ponsacco. Una sola presenza lo porta a tornare in Sardegna dopo appena pochi mesi e, infatti, a dicembre si accasa al Latte Dolce, squadra dilettantistica di Sassari. Qui Alessandro gioca 20 partite e viene confermato per la stagione successiva. Ancora titolare, alla ventesima presenza, il campionato viene definitivamente sospeso per la pandemia. Nell’estate del 2019 si passa da un’isola all’altra: è ingaggiato dall’ACR Messina. Con i peloritani parte titolare e lo resta per 16 partite consecutive, prima di perdere il posto e concludere l’annata in panchina. Quindi l’approdo in Calabria: nel 2021-22 è il portiere titolare del Lamezia con cui in Serie D gioca 26 partite che gli apriranno le porte alla Serie B e al Cosenza.

Curiosità

Ai tempi in cui Alessandro difendeva i pali del Messina, dopo un errore contro il Marina di Ragusa, scrive questo post sulla sua pagina Facebook (febbraio 2021):
“Ho scelto forse il ruolo più infame, pieno di responsabilità, che psicologicamente può portare ad esaltarti ma che con un po’ di disattenzione può farti sbattere la faccia in terra e farti mangiare tanta di quella merda che non sai se riuscirai ad alzarti. Anni fa mi davano per finito, un ragazzo che a 17 anni ha sbattuto per la prima volta con la faccia in terra, ma ho avuto la forza e la determinazione di rialzarmi più forte con 60 partite in serie D e due zone play off, grazie a delle persone deliziose che sono mamma e papà, quando non mi reputavano adeguato neanche per la promozione. Ieri non ho sbattuto con la faccia in terra, mi è passato direttamente un treno sopra, sicuramente l’errore, la papera, la disattenzione ha reso partecipe dell’andamento della partita, con tutto il cuore e l’umiltà che mi rispecchia chiedo scusa ai miei genitori, compagni, società, colori Giallorossi e i tifosi. Però voglio che la gente sappia che sono caduto, ma soprattutto che io sono un Sardo, un cagliaritano, un Lai, quindi dimenticatevi che io resti a terra, con pensieri negativi, perché come sempre troverò la forza di rialzarmi molto più forte, ed essere degno dei miei compagni dei colori e della società @acrmessinacalcio e vincere vincere e vincere.
SEU ARRUTTU, MI SEU PESAU E IMMOI MI PIGU TOTTU”

A cura di Luca Aiello

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