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Il Cosenza gioca, il Catanzaro segna. Iemmello e Biasci gelano i rossoblù nel Derbyssimo (2-0)

CATANZARO (4-4-2) Fulignati; Katseris, Scognamillo, Brighenti, Veroli, Sounas (Oliveri), Ghion, Pompetti (Pontisso), Vandeputte (Stoppa); Iemmello (Brignola),  Biasci (Ambrosino). All: Vivarini                                                                                                                                                                                          Panchina: Borrelli, Sala, Krastev, Krajnc, Verna, Pontisso, Oliveri, D’Andrea, Brignola, Stoppa, Ambrosino, Donnarumma.

COSENZA (4-2-3-1) Micai, Martino, Meroni, Venturi, D’Orazio, Praszelik (Zuccon), Calò (Florenzi), Marras (Canotto), Voca (Mazzocchi), Tutino, Forte (Zilli). All: Caserta                                                                                                                                                                                                                                    Panchina: Marson, Cimino, Rispoli, Sgarbi, Fontanarosa, La Vardera, Zuccon, Florenzi, Mazzocchi, Canotto, Crespi, Zilli.

ARBITRO: Sacchi di Macerata. ASSISTENTI Moro di Schio e Laudato di Taranto. IV UOMO Frascaro di Firenze. VAR Aureliano di Bologna. AVAR Di Vuolo di Castellammare di Stabia.

MARCATORI: 11′ Iemmello, 51′ Biasci

AMMONITI: Praszelik, Sounas, Marras, Biasci, Venturi, Zuccon.

NOTE: Spetattori 13 mila circa di cui 7850 provenienti da Cosenza. I calciatori hanno giocato con uno speciale pallone rosso e quelli del Cosenza sono scesi in campo con un segno rosso sulla guancia, in occasione della  Giornata contro le vittime dela violenza sulle donne. Recuperi: 2′

Il Cosenza esce sconfitto 2-0 dal 49° derby di Calabria al Ceravolo di Catanzaro. Catanzaro più bravo a colpire nei momenti di distrazione rossoblù, sempre a inizio dei tempi. Iemmello e Biasci hanno messo in ghiaccio una gara che il Cosenza ha giocato a viso aperto, sfiorando ripetutamente il gol che avrebbe potuto rimettere tutto in discussione. Pagate a caro prezzo, dunque, due sbavature difensive. Una difesa fragile e un pò di impaccio nella manovra e nelle assistenze (leggi cross) hanno rovinato i piani dei rossoblù. Anche i cambi, Canotto su tutti, non hanno inciso.

Il Giorno dei giorni, il Derby dei derby. Ognuno, su entrambe le sponde, si era sbizzarrito negli utimi giorni a dare un nome diverso e altisonante a una sfida che è (o meglio, dovrebbe essere) il riassunto della Calabria che, almeno nello sport, va veloce. E’ uan sfida play off a pieni polmoni quella che si disputa in un Ceravolo a forza 13000, con 750 meravigliosi tifosi rossoblù a fare da interopreti della passione che si è snodata, assieme al torpedone di autobus e mezzi privati, per le vie che collegano i due capoluoghi. Mai così in alto occhi negli occhi, fieramente rivali. Eppure la rivalità non ha mancato di provocare tensione e purtroppo danni. Le cronache, le testimonianze e i video raccontano di almeno due auto ammaccate di qualche improvvido tifoso rossoblù, probabilmente perchè “avvistate” al di fuori del percorso tracciato e scortato dalle forze dell’ordine. Una circostanza che non giustifica la gravità del gesto e rimarca quanto brutto sia il derby se “giocato” così.

LE FORMAZIONI – Caserta non offre colpi di scena nell’11 del Derby: non è ancora arrivato il momento (ammesso che arrivi) di Canotto titolare, e allora Marras, Voca e Tutino si ritrovano a ricamare la manovra rossoblù attorno a Forte. Il tecnico rossoblù non rinuncia quindi a un puntero accantonando l’ipotesi di attaccare i giallorossi con un quartetto più leggero e soprattutto più dinamico, con Canotto dentro, Tutino nueve, e Forte in panca. E a proposito di panchina, su quella rossoblù torna a sedere Baldovino Cimino.

Vivarini dal canto suo va sul sicuro con il 4-4-2 di fabbrica, che vede il rientro in batteria post squalifica di Scognamillo, e l’innesto dello scuola Inter, Pompetti, accanto al recuperato Ghion. Fuori gli ex Verna, non ancora al top, e Situm, a cui il polpaccio ha fatto un brutto scherzo proprio alla vigilia: al suo posto il greco Katseris. Davanti accanto a Iemmello c’è Biasci, e non Stoppa. Donnarumma non recupera appieno ma figura comunque tra i disponibili.

LA CRONACA – Dopo 5 minuti Marras lavora un pallone a sinistra, rientra e crossa, non la allontana il Catanzaro ma Forte nel tentativo di dimenarsi commette fallo. Ci riprova il furetto genovese dopo 2 minuti su bel recupero palla di Voca, para Fulignati.

Al minuto 11 scende il gelo per il Cosenza. Discesa di Katseris a destra, incontenibile, rasoterra filtrante per il tocco di Iemmello che la sblocca. Al 15′ il Cosenza dà il primo segno di reazione,  con una conclusione di Praszelik e ancora con Marras il cui tirocross è stornato in corner da Fulignati. Al 25′ ancora XCosenza e ancora un palo per Tutino, di testa, sul solito cross dalal bandierina di Calò.

Partita nervosissima, bel quattro ammoniti in 8 minuti (Venturi salterà la Ternana), e non poteva essere altrimenti per una gara così.Ma il Cosenza non dispiace, gioca piuttosto alto, recupera in mediana e imposta,ma manca nella fase conclusiva. E va ancora vicino al pari con un bel tiro a giro di Praszelik al minuto 29. Due minuti lancio dalle retrovie per Martino che ditesta appoggia a Forte, la sua testata è troppo debole. Al 45′, ancora Forte prova a riscrivere la storia del Derby con un colpo dello scorpione bello a vedersi ma che sfila a lato. Così come la botta di Venturi dal limite, ultimo sintomo rossoblù di un primo tempo sfortunato.

Ripresa e tra i rossoblù c’è Canotto a destra per un Marras poco concreto. Pronti via e bussa subito il Catanzaro con una incornata alta di Brighenti su corner da sinistra. Come nel primo tempo, però, il  Cosenza tiene il bandolo della matassa ma il Catanzaro segna. Al 51′ batti e ribatti in area rossoblù, e Biasci fa secco Micai.

Il Cosenza prova a riupartire a testa bassa: al 55′ Calò taglia per l’accorrente Canotto, e Brighenti ci mette una pezza gigante. Caserta decide di rischiare inserendo Mazzocchi per un Voca meno influente di altre partite. Calcio piazzato e ancora Cosenza con un colpo di testa di D’Orazio che si perde di poco alto. Il Cosenza è stanco , si apre qualche smagliatura, e così si fa vivo il Catanzaro, al minuto 65 con una punizione di Vandeputte che fa gridare al gol ma gira di poco alta. Va alta invece la conclusione di Pompetti al 67′. Un minuto dopo è Calò che prova a riaprirla con un bolide dal limite, Fulignati dice no anche stavolta.

Nell’ultimo quarto d’ora Caserta prova a rivitalizzare l’attacco con l’ingresso del redivivo Zilli per uno spento Forte. Dentro anche Florenzi e  Zuccon, in luogo della coppia mediana Calò- Praszelik. All’81’ il sinistro di Mazzocchi dal limite prende una traiettoria a uscire che non aiuta i lupi. L’ultimo grido rossoblù è di Zilli, di testa al minuto 92. L’ultima traccia dei locali un bello spunto di Katseris. Poi il sipario.

Cosa resta? L’impressione che il Catanzaro abbia, volente o nolente, aspettato i rossoblù per poi colpirli, ma non ridimensiona la squadra di Caserta.La prestazione c’è stata eccome, ma per traguardi più ambiziosi serve quel quid in più nei momenti caldi che anche al Ceravolo è mancato.

 

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