FERALPI SALO’ – COSENZA
FERALPISALÒ (3-5-2) Pizzignacco, Bergonzi, Ceppitelli, Martella, Felici, Kourfalidis, Fiordilino, Zennaro, Letizia, La Mantia, Dubickas. ALLENATORE; Zaffaroni. PANCHINA Liverani, Volpe, Tonetto, Krastev, Pilati, Giudici, Hergheligiu, Attys, Butić, Compagnon, Manzari, Pietrelli.
COSENZA (4-3-3) Micai; Gyamfi, Meroni, Camporese, D’Orazio; Voca (Praszelik), Calò, Florenzi (Antonucci), Marras (Canotto), Tutino (Crespi), Mazzocchi (Forte). ALLENATORE Viali. PANCHINA: Marson, Cimino, Venturi, Fontanarosa, Frabotta, Praszelik, Zuccon, Viviani, Canotto, Antonucci, Crespi, Forte.
ARBITRO Davide Ghersini della sezione di Genova. ASSISTENTI Scarpa della sezione di Reggio Emilia e Barone della sezione di Roma 1. QUARTO UOMO Djurdjevic della sezione di Trieste. VAR Dionisi della sezione di L’Aquila. AVAR Muto della sezione di Torre Annunziata.
NOTE: giornata soleggiata, spettatori meno di 1000.Presenti circa 600 sostenitori rossoblù nel settore a loro dedicato e sparsi all’interno degli altri sderttori dello stadio “Garilli”. Recupero: 3′ e 6′
MARCATORI: 19‘ e 54′(R) La Mantia, 27’Tutino, 74’ Antonucci,
AMMONITI: Ceppitelli,.
Un punto che potrebbe rivelarsi prezioso (2-2), in una gara dalle mille emozioni. Il Cosenza esce indenne da Piacenza, restando in gara dopo essere andato due volte sotto contro la Feralpi Salò. Tornati dentro al match grazie al gol meraviglioso, il numero 13, di Gennaro Tutino, i lupi nel finale ringraziano Antonucci (in gol per la prima volta) e infine Micai per due interventi a dir poco prodigiosi.
E pensare che Micai aveva anche parato il rigore di la Mantia, poi fatto ripetere da un pessimo Ghersini. Restano brutti i numerid ei rossoblù, ma lì in fondo Spezia, Ternana e Bari non vincono, dando forse l’aiuto migliore a una squadra rossoblù ancora in piena bagarre retrocessione ma oggi il paly out sarebbe Bari – Ternana, ma sio attende il risultato di Ascoli – Venezia). Il gol di Antonucci potrebbe aver reso un pò meno difficoltosa la posizione di Viali, ma non ha risolto i limiti che anche al Garilli i rossoblù hanno palesato, arrivando con il contagocce dalle parti di Pizzignacco e subendo ancora una volta parecchio a centrocampo.
Torniamo alla cronaca pura: andata sotto nel punteggio per l’ennesima volta (dopo 20 minuti e per mano di La Mantia) è servita una semirovesciata spaziale di Gennaro Tutino per riequilibrare le sorti di un match che si stava mettendo male per D’Orazio e compagni. Stesso copione nella ripresa, con il nuovo vantaggio gardesano, ancora a timbro La Mantia, e pareggio “disperato” di Antonucci al 74′. Un punto che attenua soltanto la crisi, ma la reazione richiesta , in parte, è arrivata, contro una Feralpi nella sua migliore forma stagionale. Non sarà stata la tuta invocata da Viali, ma vedere Tutino stoppare un contropiede avversario nella propria trequarti al minuto 92′ è un indizio che la fame di salvezza.

LE FORMAZIONI
Viali sceglie un assetto composto da molti giocatori della vecchia guardia e impreziosito dal ritorno in pianta stabile di Gennaro Tutino, che sfogia una pelata che sa di catarsi. E così D’Orazio sostituisce Frabotta sula corsia di sinistra, Voca scippa il posto a Zuccon in un centrocampampo che vede Florenzi ancora dentro. In attacco si riaffaccia Mazzocchi.
Uno scolastico 3-5-2 per Zaffaroni, reduce da una Pasquetta di platino in quel di Cremona e senza il prezioso Di Molfetta: davanti è staffetta tra ex, con La Mantia titolare accanto a Dubickas, e Butic che si accomoda inizialmente in panchina.
LA CRONACA
Al 2′ scambio insistito Tutino – Mazzocchi ma l’ex Sud Tirol incenerisce la prima vera palla gol sparando alto da ottima posizione.
Sembra un bel buongiorno per i lupi e invece al 20′ il Cosenza è già sotto, e la firma è di quelle che fanno male: La Mantia infatti raccoglie di testa un cross da destra, brucia Gyamfi e batte un Micai troppo incollato ai suoi pali: 1-0 Feralpi.
Accusa il colpo la squadra di Viali, e allora Tutino decide di pareggiarla da solo.Di qualità. Lo scugnizzo infatti raccoglie in semirovesciata un invito da destra di Marras e regala ai 600 innamorati rossoblù una rinnovata speranza. Aveva provato in quasi ogni partita la sforbiciata stile Playstation, stavolta realtà e joystick coincidono. Gol bellissimo e segnale forte a piazza,allenatore e squadra, oltre che a una gara che stava imboccando una direzione già tracciata più volte in questa pazza stagione. Stavolta non è così, e le squadre imboccano gli spogliatoi in perfetta parità, anche se la prestazione dei primi 45′ non ha soddisfsatto le attese, prodezza di Tutino a parte.
Nessun cambio nella ripresa, ma dopo pochi minuti il Var punisce un tocco di mano di Gyamfi su tiro di Kourfalidis e decreta il rigore per i locali: trasforma La Mantia dopo che Micai aveva parato il primo tentativo, per la presenza di troppi giocatori in area di rigore in occasione della prima battuta. Una decisione che farà parecchio discutere e indurrà la panchina silana a protestare anche dopo la fine dell’incontro.
Prova a scuotersi il Cosenza, che va vicino al pari attorno all’ora di gioco sugli sviluppi di corner, ma è Ceppitelli a salvare tutto. Poco dopo dentro Praszelik e Antonucci da un lato, Compagnon e Butic dall’altro, e standing ovation per La Mantia. Al 66′ il neo entrato Butic non fa male a Micai che sventa a terra.
La Feralpi ringhia, tenendo addirittura basso il Cosenza, che cerca giocate improbabili e pare spegnersi, ma al minuto 74′ i silani la riprendono con una girata di Antonucci, su assist giravolta di Marras: 2-2, il gol della disperazione. Primo sigillo per Mirko Antonucci, nel momento forse più importante della stagione.
Continua il giro palla dei bruzi, ma la Feralpi chiude a chiave ogni spazio. Entrano Canotto e Forte, per Marras e Canotto. Chiaro il messaggio da 3 punti di Viali. Tanto il nervosismo in campo, e anche le panchine non se le mandano a dire.
All’85’ altro rischio per i rossoblù, che incassano una ripartenza su punizione a proprio favore, scappa la Feralpi che mette Tonetto davanti a Micai, miracoloso nel salvare il risultato. Più pericolosa e lineare la Feralpi, che infatti al 93′ chiama a un atro miracolo Micai, su conclusione velenosa di Compagnon.
Viali allora, comprende il valore del pareggio e spezza l’intensità dei lombradi, inserendo Crespi per un esausto Tutino. E’ l’ultimo frame prima del fischio finale di una gara vissuta sull’orlo di una crisi di nervi.
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