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Il Cosenza ritorna a Pescara, lì dove il sogno Serie B diventò realtà

Un pareggio contro la capolista del torneo di Serie B. Su quel punto tutti i tifosi di fede rossoblù avrebbero messo una firma alla vigilia del match.

Sui tre punti che un Cosenza spumeggiante stava portando a casa allo scadere del primo tempo quegli stessi tifosi iniziavano a sperare a ragion veduta. Terminare poi il match a mani vuote è stato uno di quei bocconi indigesti da mandare giù, una sconfitta in rimonta che fa seguito a quella di Foggia e lascia alcuni strascichi.

Su tutti l’infortunio di Palmiero: il playmaker napoletano, dopo una mezz’ora di alto livello in cui stava stravincendo il duello con il dirimpettaio Tonali, è stato costretto ad alzare bandiera bianca. In questi giorni effettuerà degli esami per stabilire la natura del suo infortunio.

La muraglia dei tifosi rossoblù nella finale playoff di Pescara (photo IlCosenza.it)
La muraglia dei tifosi rossoblù nella finale playoff di Pescara (photo IlCosenza.it)

Il gol di Spalek, in netta posizione di offside, come evidenziato in maniera sibillina dal fermo immagine dell’azione, unitamente al diagonale vincente di Bisoli in pieno tempo di recupero, hanno spezzato in un colpo solo due strisce positive di cui i lupi potevano fregiarsi. L’imbattibilità di Pietro Perina tra le mura amiche, che si è interrotta dopo 656 minuti, e quella casalinga della squadra, che durava da quattro mesi. Finora solo il Lecce era riuscito ad espugnare il “San Vito Marulla” in questa stagione.

Non c’è tempo per leccarsi le ferite, la compagine silana è chiamata a ripartire in fretta per preparare al meglio il prossimo match in trasferta. Si va a Pescara, Bruccini e compagni tornano nella città che 271 giorni or sono ha ospitato la finalissima playoff colorandosi di rossoblù in una notte di bagordi e festeggiamenti.

L’imperativo è raccogliere punti dal match dello stadio Adriatico – “Giovanni Cornacchia”: per mantenersi a debita distanza dalla zona rossa, per raggiungere al più presto la fatidica quota 42. Basterà per garantirsi la permanenza in cadetteria? Gli esperti dicono di sì.

(Immagine di copertina IlCosenza.it)

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