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Il Cosenza scatta, l’ex Pierini lo riprende, buon punto in Laguna per i rossoblù (1-1)

VENEZIA (4-3-2-1): Joronen; Candela, Idzes, Sverko, Zampano; Busio (Gytkjaer), Tessmann, Ellertsson (Bjarkason); Pierini (Tcherychev), Johnsen (Lella); Pohjanpalo (Olivieri) . A disposizione: Bertinato, Grandi, Altare, Lella, Da Pozzo, Fiordilino,  Modolo, Ullmann, Bjarkason, Andersen, Tcherychev, Olivieri, Gytkjaer. Allenatore: Paolo Vanoli.

COSENZA (4-2-3-1): Micai; Rispoli (Fontanarosa), Meroni (Sgarbi), Venturi,  D’Orazio; Zuccon, Calò;  D’Urso (Marras), Voca, Mazzocchi (Arioli); Tutino (Zilli). A disp. : Lai, Marson, Fontanarosa, Sgarbi, Occhiuto, Praszelik, Marras, Crespi, Arioli, Zilli, Novello. All. : Fabio Caserta.

 

ARBITRO: Bonacina  di Bergamo, assistenti: Rocca di Catanzaro e Miniutti di Maniago, Quarto ufficiale: Di Francesco di Ostia Lido, Var: Paterna di Teramo, Avar: Di Vuolo di Castellammare di Stabia.

MARCATORI: 37′ Voca, 48′ Pierini

AMMONITI: Tutino

NOTE: Giornata calda, spettatori 5000 circa, tra cui oltre 300 supporters rossoblù. Al 59′ espulso l’allenatore in seconda del Cosenza, Accursi. Recuperi: 5′ e 9′

Ottimo pareggio per il Cosenza al “Penzo” di Venezia al termine di una gara divertente e giocata al massimo delle possibilità da entrambe le squadre.

Il racconto della gara.

LE FORMAZIONI

Caserta per la prima ufficiale in trasferta da quando siede sulla panchina rossoblù non si discosta dal passato, togliendo Arioli e riproponendo Voca in posizione più avanzata, tra i tre tenori alle spalle di Tutino. La bella notizia è il rientro di Meroni, esordio per lui in campionato, al suo fianco Venturi e non Fontanarosa. C’ è Rispoli a coprire l’assenza di Martino a destra.

Tutto risaputo anche nella formazione mandata in campo da Vanoli: 4-3-3 nel quale spicca la presenza del “poco” amato ex Pierini. Nonostante le voci di mercato, Pohjanpalo parte tra i titolari. In panchina, invece, i neoacquisti Lella e Altare.

Esordio in serie cadetta per l’arbitro, Bonacina della sezione di Bergamo.

LA CRONACA

PRIMO TEMPO – Venti secondi appena e Tutino è lanciato faccia a faccia con Joronen, ma è offside. Risponde il Venezia, Pierini dà fastidio da destra, cross per il piatto di Tessmann, si accartoccia Micai. L’avvio è schizofrenico, come da premesse. E al 3′ il Venezia segna con Busio, ma Johnsen era partito oltre la linea difensiva bruzia.

Si corre tanto sotto l’afa, e così per risparmiare energie vitali le due difese si sfidano anche nel mettere in fuorigiuoco gli attaccanti avversari. Il Cosenza,almeno nei primi minuti, ha con se l’ispirazione di D’Urso, e punta tutto a togliere ossigeno a Tessmann, vera mente del gioco lagunare, e centimetri di campo allo sgusciante Zampano sull’out di sinistra. Così la parte del leone la fa spesso Candela, a destra. Al 16′ Cosenza vicinissimo al vantaggio, ma è il Venezia a fare la frittata con un retropassaggio killer a Joronen che si salva sulla propria linea di porta. Poco dopo il 20′ si rivede il Venezia con una conclusione da fuori parata con qualche apprensione da Micai. Al 26′ la gara sembra spaccarsi: lancio dalle retrovie per Pierini, body check molto lieve con D’Orazio, per l’arbitro è rigore, il Var lo richiama allo schermo e il penslty viene giustamente revocato.

L’episodio tuttavia dà la scossa a un Venezia in crescente proiezione offensiva. Ma il Cosenza ha pronto il colpo in canna, e lo sferra al minuto 38′. Recupero palla sontuoso di Zuccon sulla trequarti veneta ai danni di Tessmann, appoggio a Mazzocchi e filtrante all’ingresso dell’aria per il destro di Voca, che bacia il palo e si infila in rete. Gol molto simile a quello realizzato in amichevole a Frosinone.

Il Venezia reagisce instantaneamente con due conclusioni da buona posizione, ma entrambe da dimenticare. E’ ultima eredità di un primo tempo che definire vivace sarebbe eufemistico. Ma soprattutto, che si chiude con il pesante vantaggio dei rossoblù.

SECONDO TEMPO – C’è Bjarkason nel Venezia, esce uno spento Ellertson, rossoblù invariati. E’ un Venezia su di giri e l’episodio a favore non tarda ad arrivare. Dopo alcuni minuti di pressione tambureggiante,infatti il passaggio di Bjarkason premia Pierini che fa secchi due difensori rossoblù e uccella di sinistro Micai. Gran gol dell’ex poco amato. Venezia in estasi, e per poco Pohjanpalo non fa il bis, ma la sua conclusione da due passi va alle stelle. Candela e Zampano lavorano ai fianchi la stanca difesa rossoblù, il Cosenza non esce. Esce, di poco, il tiro cross di Zampano al 55′. Un minuto dopo Caserta cambIa, dentro Marras per un D’Urso calato nettamente dopo l’avvio promettente . Il Venezia giganteggia ancora con Candela a sinistra e Pohjanpalo che fa paura a Micai. Al termine dell’azione, Meroni finisce a terra, si innesca la tensione tra le panchine perchè il Venezia continua a giocare nonostante l’uomo a terra. Ne fanno le spese Vanoli e il secondo di Caserta, Accursi, espulsi. Entra, un pò a sorpesa, Sgarbi, e con lui dentro anche Arioli per un Mazzocchi non eccelso. Il Cosenza continua a non capirci granchè, stordito dall’intensità dei lagunari, ma tiene la posizione e mette in mostra l’intraprendenza di  Zuccon. Intanto dagli spalti si leva il grido “Venezia Cosenza nessuna differenza”.

Al rientro dal secondo cooling break il Cosenza finalmente rialza la testa. Il Venezia, dal canto suo, toglie Pierini ma inserisce, tra gli altri, Gytkjaer. Al 73′ i rossoblù  si fanno apprezzare in contropiede, il fronte offensivo si sposta da Marras a Tutino, ma la conclusione da destra dello scugnizzo è alta. In questa fase il Venezia va solo per lunci lunghi ma un grande Venturi e il solito Micai fanno ottima guardia. Al 78′, poi, c’è spazio per Zilli in luogo di Tutino. Cambio intelligente, in vista del turno infrasettimanale. Dentro anche Fontanarosa, esce Rispoli con Sgarbi dirottato a destra. All’82’ brividi rossoblú sul cross tagliatissimo di Zampano su cui Candela impatta male. All’84 finisce, senza danni per il Cosenza, la partita di Pohjanpalo, applauditissimo.

Recupero monster, otto minuti (diventeranno nove) assolutamente immotivati. E allora Venezia e Cosenza continuano a darsele di santa ragione. Lella chiama i riflessi di Micai al 96′. Ma la pazza storia di questa partita deve ancora regalare un clamoroso finale, con due traverse colpite da Gytkjaer e Sverko nell’arco di 60 secondi.

La fortuna aiuta gli audaci, si dice. E il Cosenza di oggi ha costruito con intelligenza e intensità la sua sorte, cogliendo un punto che vale molto, molto di più.

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