COSENZA Micai; Martino, Venturi (Rispoli), Meroni, D’Orazio; Voca (Kornvig), Calò; Marras, D’Urso (Cortinovis), Nasti (Delic), Zilli (Finotto). All: Viali. Panchina: Lai, Marson, Rispoli, Salihamidzic, Cimino, Kornvig, Prestianni, Cortinovis, Agostinelli, Delic, Arioli, Finotto.
CITTADELLA Kastrati; Salvi, Perticone, Frare, Giraudo (Donnarumma); Vita, Pavan (Carriero), Branca; Crociata (Ambrosino); Maistrello (Magrassi), Antonucci. All: Gorini. Panchina: Maniero, Felicioli, Del Fabro, Donnarumma, Mattioli, Carriero, Mastrantonio, Danzi, Embalo, Lores Varela, Magrassi, Ambrosino.
ARBITRO:Daniele Doveri di Roma
ASSISTENTI:Rossi-Yoshikawa; QUARTO UOMO: Vergato; VAR; Piccinini AVAR: Paterna
NOTE: giornata nuvolosa, spettatori circa 7000. Recupero: 1′ e 6′
MARCATORI: 12′ D’Urso, 27′ Antonucci
AMMONITI: Giraudo, D’Orazio, Magrassi
Solo pari per il Cosenza al Marulla nello scontro salvezza contro il Cittadella (1-1).
Abituato a sbloccare le gare nei secondi tempi e a gestire il corto muso, il Cosenza ha mostrato qualche affanno nel gestire una gara fatta dall’aggressività disperata del Cittadella (che sapeva di giocarsi molto futuro) e dal vuoto a centrocampo provocato dalle assenze macigno di Brescianini e Florenzi ha finito con l’incartarsi. Il pari agevola gli ospiti, ora in vantaggio negli scontri diretti, Venezia e Ascoli vittoriose. Il Cosenzsa dimostra di trovarsi più a suo agio contro formazioni di alta levatura. Nessuno dei cambi proposti da mister Viali ha inciso. Una giornata meno dritta di altre.
FORMAZIONI: Viali senza Brescianini e Florenzi squalificati, Rigione, Vaisanen, La Vardera e Przaszelik non al meglio, e Zarate lungodegente, fa ancora una volta di necessità virtù ma recupera Voca in mezzo al campo e propone Zilli e Nasti davanti. D’Orazio e Martino presidiano le fasce e sono pronti a fare all’occorrenza i quinti di centrocampo. A D’Urso e Marras il compito di dare kilometri e qualità alla manovra rossoblù.Ne viene fuori un 4-4-2. Gorini invece recupera Romano Perticone nel bel mezzo della difesa , ma deve fare a meno di uno degli ex più attesi, Asencio.
LA CRONACA
PRIMO TEMPO – Cittadella subito intraprendente con tre corner conquistati di fila tra 2′ e 3′. Antonucci e Crociata crossano dal fondo con una certa continuità senza tuttavia arrecare particolari problemi alla retroguardia locale. Ma al 12′ il Cosenza la sblocca: bella discesa di Nasti, palla a D’Orazio a sinistra che cambia fronte per Marras, cross al cioccolatino sul secondo palo dove D’Urso la scaglia imparabilmente di sinistro alle spalle di Kastrati: 1-0. Per l’ex Cittadella è il secondo centro dopo quello della gara di andata contro il Como. Marras è un fattore a destra, e poco dopo l’ennesimo suo cross affilato è sporcato in corner dalla difesa patavina. E in generale, è la maggior pressione rossoblù a farsi apprezzare in campo. Tanti i corner collezionati stavolta dal Cosenza, e sugli sviluppi di uno di questi D’Orazio di sinistro impegna severamente Kastrati (19′). I veneti si eclisssano, i lupi giocano sciolti, ma Viali sa che deve aumentare il distacco di gol dall’avversario e predica attenzione e ritmo. Il tecnico forse subodora ciò che da lì a poco accadra’. Minuto 27 : assist di Vita per Antonucci che appena entrato in area da destra gira verso Micai interrompendo l’imbattibilità di Micai alle porte dei 400 minuti (398′). Decisiva, però, la deviazione di Calò. Si mantene alto il Cosenza, adesso anche il Cittadella è nel match e non disdegna la sortita offensiva (vedi quella del 38′ su cui sbroglia Martino quasi sulla linea di porta). È però evidente che le serpentine di D’Urso e le giocate di prima di Calò non siano di grande aiuto ai rossoblù protesi a ritrovare il bandolo della matassa e a far dimenticare le pesanti defezioni di Florenzi e Brescianini. Acquisito il pari, il Cittadella ha ritrovato personalità e irrobustito il suo possesso palla. Con questo copione si arriva in fondo a un primo tempo combattuito, nel quale forse il Cosenza ha trovato la via della rete troppo presto, cedendo qualcosa all’avversario in termini di tensione nervosa e attenzione.
SECONDO TEMPO – C’è Finotto per Zilli al rientro dagli spogliatoi. C’è la pioggia ma soprattutto c’è Marco Nasti che su una palla persa dagli ospiti si costruisce la conclusione sul sinstroo dal limite d’area: palla alta. Specchio di un Cosenza troppo frettoloso e poco lucido. Poco dopo un bellissimo scambio a sinistra porta D’Orazio a due passi da Kastrati, ma il suo cross è assorbito dalla difesa cittadellese e l’azione sfuma. Il Cosenza inizia poco alla volta a spegnersi in fase offensiva, mentre la squadra di Gorini mira a limitare al massimo gli strappi rossoblù di Marras (gli unici a poterla impensierire), rammenda e trova corridoi invitanti, come quello che porta alla conclusione (da dimenticare) Antonucci al 50′. Il possesso resta per lunghi tratti in mano al Cittadella e al 59′ per poco Venturi non dà una mano ai patavini svirgolando verso Micai, palla a lato. Al 62′ esce D’Urso (non ha inciso oltre al bel gol) dentro Cortinovis. E subito il capellone rossoblù inizia a pungere la difesa veneta. Al 64′ è però la mano di Micai a evitare la doppietta di Antonucci (ancora su deviazione di Calò). Centrocampo rossoblù in panne, e sobo proprio di Micai gli assist pii convincenti verso gli avanti rossoblù. Il pubblico intuisce il momento complicato e alza i decibel, mentre Giraudo rischia il doppio giallo per un brutto intervento su Voca, ma Doveri lo grazia. Al 74′ da un mancato fischio su Nasti, il Citta conquista un pericoloso calcio di punizione dal limite (scontro Venturi – Pavan). A battere va Salvi, ma c’è la barriera a salvare il Cosenza. Per l’ultimo assalto Viali si affida anche a Delic e Kornvig. All’82’ si fa male anche Venturi (spalla, esce in barella), e allora tocca a Rispoli. Ancora Antonucci e ancora brividi sul Marulla, stavolta ci pensa Meroni. Il Cittadella, capito che dalle parti di Micai che non si passa più , addomestica senza problemi l’orologio fino al termine e si porta a casa un punto meritato. Un Cosenza grigio, con un punto in più, vero, ma molto ancora da lottare. Il Marulla l’ha capito, e ha abbracciato la squadra dopo il 96′.
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