Rende cambia Rende dai banchi della minoranza ha sempre rivolto all’esecutivo Manna l’invito a confrontarsi per concorrere e offrire il proprio contributo alla soluzione delle questioni più importanti che riguardano Rende.

La Rende Servizi, il centro storico, la crisi del commercio, le problematiche ambientali, la viabilità, la gestione del verde, gli impianti sportivi, il parco acquatico, sono solo alcuni dei temi sui quali abbiamo cercato di aprire un confronto con l’amministrazione Manna, ritenendo che fosse interesse di tutti concorrere insieme alla ricerca delle migliori soluzioni possibili per la città.
La responsabilità delle scelte compete a chi governa, non c’è dubbio, tuttavia, a nostro modo di vedere, le minoranze avrebbero potuto dare un contributo assai significativo se solo l’amministrazione in carica avesse realmente avuto quella disponibilità a confrontarsi sulle questioni più complesse. È stata un’opportunità perduta, per Rende più che per Manna.
Sarebbe stato più facile arrivare a qualche soluzione in questi cinque anni di amministrazione, anche a costo di doverne condividerne il merito, piuttosto che tenere per sé la responsabilità politica di averle lasciate, in buona parte, irrisolte.
Parliamo del Parco Acquatico di Santa Chiara per cominciare, una realizzazione costata oltre 20 milioni di euro, della quale non si è saputa cogliere né l’importanza né le potenzialità per l’intera area urbana.
Completata da due anni, è rimasta un’opera mal digerita, ma soprattutto incompresa dall’amministrazione Manna.
Sarebbe bastato allargare appena l’orizzonte, per cogliere la potenzialità che una simile struttura può rappresentare non solo per Rende ma per l’intera area urbana.
E’ chiaro a tutti, infatti, che non potrà essere il centro benessere, la sala convegni, il bar ed il ristorante a garantire la sostenibilità economica dell’opera, ma che ci vuole ben altro, per restituire al territorio l’importante investimento impiegato per realizzarlo.
E’ chiaro anche che la vocazione di una struttura finanziata con fondi pubblici, non può essere quella d’essere destinata a offrire servizi che vanno in concorrenza con altre attività imprenditoriali del territorio che già offrono (con risorse proprie) gli stessi servizi (palestre, centri benessere, bar e ristoranti).
La vocazione del Parco Acquatico di Santa Chiara, dev’essere colta per la capacità di aggiungere al territorio che la circonda qualcosa di diverso e che i privati con risorse proprie non possono garantire.
Occorre ripensare all’utilizzo di quella struttura, attualizzarla mettendola in relazione con l’intera area urbana e con le altre strutture presenti neii comuni limitrofi e con l’Unical.
Nell’idea che avremmo voluto proporre a Manna, noi abbiamo immaginato che il Parco Acquatico potesse diventare un “Parco urbano della scienza, dell’innovazione tecnologica e del benessere”.
Avremmo pensato di farne un attrattore da mettere in relazione con il Planetario di Cosenza, con i Dipartimenti delle Facoltà scientifiche e con il Museo di Storia Naturale ed Orto botanico, con il Museo di zoologia dell’Unical. Realtà che gia’ esistono nell’area urbana e che se messe in relazione, formerebbero una straordinaria offerta capace di costituire insieme un enorme attrattore per il turismo di prossimità e per quello scolastico in particolare, garantendo flussi costanti di visitatori anche nella stagione invernale per poi valorizzarne gli spazi verdi ed i laghi nella stagione estiva con attività,’ eventi, campi estivi e didattici per bambini e ragazzi.
Noi avremmo immaginato così di valorizzare il Parco Acquatico ed i tanti soldi spesi, non solo se ne sarebbe garantita la sostenibilità economica, ma sarebbe diventato un punto di riferimento che insieme al planetario ed alle realtà esistenti all’Unical, avrebbe certamente costituito un vero attrattore interregionale, un volano di sviluppo straordinario.
Ci sono realtà simili in Italia ed in Europa, a Napoli e Bari le più vicine, ma Rende, Cosenza e l’Unical insieme avrebbero potuto non solo prendere spunto da quelle esperienze, ma rappresentare un’offerta ancora più avanzata, completa, attrattiva.
Questa è solo il primo esempio della nostra visione di valorizzazione del territorio, di area urbana, di sviluppo e di opportunità per generare occupazione.
Non mortificare quest’opera, non perdere l’opportunità che costituisce per Rende e per l’area urbana è una priorità per Rende cambia Rende e per la coalizione di cui fa parte.
Per questo abbiamo deciso di non aspettare oltre e dire quello che secondo noi potrebbe ancora diventare il Parco Acquatico di Santa Chiara, anticipando un punto programmatico, sperando ancora che non si riduca il tutto ad una mera spartizione senza senso e senza prospettive.
Massimiliano De Rose
Rende cambia Rende
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