Per la terza volta Gennaro Tutino tornerà da avversario al “Marulla”, questa volta con la casacca blucerchiata.
“Munti cu munti ‘un si juncinu mai, ma l’omini cu l’omini si ‘nfrontanu”, recita un famosissimo proverbio della tradizione siciliana che, tradotto in italiano, vuole ricordarci come 2 uomini, prima o poi, si rincontreranno sempre.
Ed è proprio ciò che accadrà domenica, quando Gennaro Tutino tornerà nella città che lo ha fatto, calcisticamente parlando, grande, ma con addosso i colori blucerchiati della Sampdoria, a seguito della telenovela estiva a tutti noi ben nota che ha portato l’attaccante scuola Napoli alla corte di Andrea Pirlo prima e di Andrea Sottil poi.
Da molti considerato un tradimento, sia per le modalità che per i rapporti non idilliaci persistenti tra le due tifoserie, il trasferimento di Tutino in Liguria è stato sicuramente uno dei colpi più chiacchierati di tutto il mercato cadetto. Complice l’hype che si è creato attorno al ragazzo dopo che nella passata stagione era riuscito ad andare in gol per ben 20 volte(21 includendo la Coppa Italia) con la maglia del Cosenza, il ds Pietro Accardi ha dovuto far sborsare alla proprietà una cifra complessiva di 3.5 milioni, potenzialmente 4, per assicurarsi le prestazioni del vice capocannoniere uscente.
Tutino che ha scelto di lasciare Cosenza per sposare un progetto, almeno apparentemente, senza basi solide, indirizzato ad una sorta di “all in” pokeristico che riporti il club di Piazza Borgo Pila nel massimo campionato italiano dopo il fallimento della passata stagione, terminata anzitempo al primo turno playoff con la sconfitta al “Renzo Barbera” per mano del Palermo.
E allora ecco che, oltre all’arrivo di un volpone della categoria come Massimo Coda, la Sampdoria si assicura le prestazioni di un altro pezzo pregiatissimo del mercato cadetto, convincendo il Cosenza ad abbassare le proprie pretese economiche e portando dunque l’ex attaccante di Parma e Salernitana sotto la luce della lanterna.
In poco tempo, l’entusiasmo che si era generato dopo l’annuncio del riscatto del calciatore da parte del Cosenza, dato in conferenza stampa dal presidente Guarascio, si è trasformato in rabbia e rancore nei confronti di un ragazzo che, per la seconda volta, ha scelto di abbandonare la città bruzia alla ricerca di quel salto di qualità mai arrivato.
E se il desiderio del ragazzo di vestire la maglia blucerchiata alla fine è diventato realtà, meno soddisfacente e del tutto inaspettata è invece la falsa partenza della Samp, capace di raccogliere 2 miseri punti in 4 match disputati che sono costati la panchina ad Andrea Pirlo, sostituito da Sottil dopo la sconfitta dell’”Arechi” contro la Salernitana. Una rete e un assist finora per il numero 10 del Doria, proprio contro la Salernitana, altra ex con la quale conquistò la promozione in Serie A nella stagione 2021/2022.
Sarà l’ottava volta che Gennaro Tutino affronterà il Cosenza dopo il suo primo addio alla città dei bruzi dell’estate 2019, la terza che tornerà a calcare quel prato verde a lui tanto familiare.
Il bilancio parla di una rete nel novembre 2020, quando firmò la vittoria di misura della Salernitana al “Marulla”, e di una presenza da titolare, quasi un anno e mezzo dopo, nel successo per 3-1 del suo Parma sotto il diluvio di un pomeriggio primaverile cosentino.
Ciò che, molto probabilmente, cambierà da allora, sarà l’accoglienza che verrà riservata all’ormai ex stella rossoblù, entrato nei cuori della tifoseria che avrebbe voluto fare di lui un beniamino, un simbolo e un idolo le cui gesta sarebbero state poi raccontate, in futuro, ai propri figli.
E mentre il primo addio era stato compreso dalla città di Cosenza, consapevole di “non avere appeal”, come disse qualcuno, il secondo sa di tradimento, di pugnalata alle spalle e di colpo al cuore da parte del giocatore principe che ha preferito il vile denaro e un progetto assai tumultuoso ad una realtà che lo avrebbe reso protagonista assoluto e che avrebbe fatto di tutto per mettergli a disposizione una squadra competitiva per puntare a traguardi ben diversi dalla salvezza risicata delle ultime stagioni.
Le strade di Gennaro Tutino e del Cosenza si sono ormai separate, probabilmente per sempre, con entrambe le parti che lotteranno da sole per raggiungere i propri obiettivi. Ma, nonostante la gratitudine e il bene di fondo che una città intera possa volere ad un giocatore che ha visto sbocciare, come un padre al suo figliolo, non ci si aspetti un’accoglienza calorosa per chi è diventanto grande e poi è scappato tradendo, per l’ennesima volta, la gente che aveva fatto di lui “il Re di Cosenza”.
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