Si era allontanato dalla scena politica dopo l’esperienza alla guida del governo della Regione Calabria e la decisione del PD di non ricandidarlo preferendogli Pippo Callipo. Mario Oliverio è ritornato prepotentemente in campo ieri.
Lo ha fatto nel corso di un webinar trasmesso su Facebook dal titolo “Sud d’Europa, radici e futuro della civiltà” e moderato dalla giornalista Donata Marrazzo. Mario Oliverio ha così annunciato la sua nuova fondazione che si chiamerà “Europa, Mezzogiorno, Mediterraneo“.
L’ex presidente della Provincia di Cosenza e governatore calabrese ha spiegato di essersi momentaneamente defilato per rispetto delle scelte fatte dal suo partito. Ora però si dice “pronto a mettere in campo un progetto politico che ricostruisca la storia della sinistra in Calabria, che non può essere dispersa, ho l’ambizione di rilanciare la fondazione della quale sono presidente, avviando tavoli di confronto seri”.

“Non sento dirigenti del PD da dicembre”
Ha poi rivelato di non sentire “Zingaretti, né altri dirigenti del Pd da quando a dicembre gli ho scritto per ritirare la mia candidatura per evitare che io fossi visto come un elemento divisivo. “Dopo la vicenda del Covid – ha proseguito Oliverio – riprendo la mia attività politica rilanciando la fondazione della quale sono presidente, avviando tavoli di confronto che coinvolgeranno le forze sociali, l’università, le professioni, per un confronto che va alimentato sui problemi. Noi abbiamo un deficit di discussione molto serio e dobbiamo tornare ad alimentare il dibattito che allo stato non c’è. Il nostro è un movimento politico che interviene nel processo di depauperamento e di desertificazione della sinistra che stiamo vivendo”.
“Santelli? Sei mesi pochi per giudicarla”
C’è stata poi l’occasione per una precisazione che suona come un messaggio nemmeno troppo velato diretto ai Dem e a tutta la sinistra calabrese: “Non c’è da parte mia nessuna candidatura a livello istituzionale o politico. C’è, tuttavia, una preoccupazione fortissima, tesa a non dilapidare un patrimonio e a proiettarlo in un progetto di più ampio respiro”. Infine un giudizio sull’operato di Jole Santelli: “Sei mesi sono troppo pochi per giudicare il lavoro dell’attuale governo regionale della Calabria”.
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