Secondo i dati forniti dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali nella nostra regione sono 86.000, 28 mila dei quali in provincia di Cosenza
Gli immigrati che ogni anno arrivano in Italia possono essere una risorsa. Lo ha ribadito ancora una volta l‘Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali presentando nella sede di Unical il suo rapporto 2014, ossia il Dossier Statistico sull’immigrazione.

Una fotografia esatta di quello che è avvenuto e sta avvenendo in questi anni nel nostro Paese, con numeri concreti e non solo stime. In particolare nel 2013 in Calabria gli stranieri censiti nel 2013 sono 86.000, ossia 12mila in più del 2012, con un deciso incremento delle donne. Infatti nel 2001 la percentuale era pari al 45.9% e nel 2013 è salita al 53, 5%. La provincia calabrese con la maggiore densità di stranieri è Cosenza, visto che qui ce ne sono 28mila, seguita da Reggio Calabria (27mila) e Catanzaro (15mila).
Come si mantengono? Secondo Roberta Saladino, una delle ricercatrici presenti all’incontro, “ci sono 12mila imprese individuali e gli immigrati sono impiegati soprattutto nei servizi ed in agricoltura”. Quindi significa che in linea di massima sono integrati nella comunità in cui vivono e contribuiscono a muovere l’economia locale ancora prima di quella nazionale.
Una delle immagini più chiare è rappresentata dai ricongiungimenti familiari che permettono alle classi scolastiche di essere sempre piene. E in Calabria, per quello che risulta anche all’Ufficio antidiscriminazioni la convivenza funziona.
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