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Incendio a Cosenza, una tragedia annunciata. In cenere opere del filosofo Telesio

Incendio a Cosenza, una tragedia annunciata. In cenere opere del filosofo Telesio

L’incendio a Cosenza ha sconvolto l’intera città e ancor di più il quartiere del centro storico, che ha visto morire tre persone molto conosciute del posto e registrare anche la perdita di opere di inestimabile valore di Bernardino Telesio, Aulo Giano Parrasio, Sertorio Quattromani e Bernardino Bombini

Lì, nella parte vecchia della città bruzia, Roberto Golia, Serafina Speranza e Antonio Noce, tutti e tre morti carbonizzati nel rogo che ha interessato l’abitazione nella quale risiedevano, erano molto conosciuti.

Incendio a Cosenza, una tragedia annunciata. In cenere opere del filosofo Telesio
Incendio a Cosenza, una tragedia annunciata. In cenere opere del filosofo Telesio

La loro situazione era ben nota: un nucleo familiare non convenzionale, spesso protagonista di episodi al di sopra delle righe che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, che a fatica riuscivano a riportare la calma quando si scatenavano liti all’interno della casa che occupavano da diversi anni.

Necessitavano di assistenza e di sostegno, psicologico e non solo, ma il welfare cosentino non è mai intervenuto con fermezza e decisione e, alla luce del tragico evento, bisognerebbe approfondire le cause di tale mancanza.

Lo stabile che i tre avevano trasformato nella loro dimora è di proprietà di Roberto Bilotti: situato nel cuore del centro storico conservava al suo interno manoscritti di inestimabile valore, scritti di Bernardino Telesio e Aulo Giano Parrasio andati in fumo insieme alle vite di Roberto, Serafina e Antonio.

Le pessime condizioni igienico sanitarie in cui versava la casa sono alla base dell’accaduto, mentre la causa scatenante che ha dato origine alle fiamme è ancora tutta da chiarire. Ci sono volute diverse ore per spegnere il rogo, in tarda serata l’odore acre proveniente dall’inferno di corso Telesio avvolgeva tutto il circondario, finanche alla centralissima piazza Kennedy, dove uno spettacolo danzante allietava la serata dei pochi residenti rimasti in città: una nota stonata a poche ore di distanza dall’accaduto, il silenzio avrebbe reso più giustizia.

I vicini di casa sono tuttora sotto shock, nelle orecchie hanno ancora le urla di Serafina che chiedeva disperatamente aiuto prima di essere avvolta dalle fiamme. Non mancano le polemiche: c’è chi sostiene che il ritardo con cui sono giunti sul posto i vigili del fuoco sia stato considerevole e che con più prontezza si sarebbe potuta evitare la tragedia.

Una cosa è certa: Roberto, Serafina e Antonio non hanno avuto una vita facile, funestata dal disagio e dall’infelicità, la fine che gli è stata riservata dal destino non è da meno ed è amaramente in linea con quella che è stata tutta la loro esistenza. Se c’è una vita ultraterrena, almeno quella potranno godersela in pace?

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