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Incidente al parco eolico di Mongrassano, morto un giovane operaio: politica e istituzioni chiedono sicurezza

La tragedia nel Cosentino riaccende il dibattito sulla sicurezza sul lavoro in Calabria. Lo sdegno dei sindacati e i messaggi di cordoglio del mondo politico, mentre la Procura di Cosenza avvia le indagini per fare luce sulla dinamica.

Morto sul lavoro nel Cosentino. Paolo Capone (UGL): “Strage infinita, sicurezza lavoratori diventi priorità assoluta”

“Sui luoghi di lavoro si continua a morire e questo è inaccettabile. L’ennesimo incidente si è verificato nel territorio comunale di Mongrassano, nel Cosentino, all’interno di un parco eolico, dove ha perso la vita un operaio di 25 anni, impegnato in lavori di manutenzione. Alla famiglia della giovane vittima esprimiamo il profondo cordoglio e la vicinanza dell’UGL. Allo stesso tempo, denunciamo con forza una situazione che non sembra arrestarsi e ribadiamo, ancora una volta, la necessità di garantire sempre la massima sicurezza dei lavoratori, che deve diventare una priorità assoluta. In questa prospettiva, è urgente in particolare potenziare i servizi ispettivi sulle attività delle aziende e su quelli concessi in appalto. Occorre, inoltre, incrementare la formazione professionale del personale e coinvolgere le scuole in percorsi mirati per accrescere conoscenza e responsabilità nei giovani. Chiediamo interventi urgenti per mettere fine a questa strage quotidiana”. Lo afferma, in una nota, Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito all’incidente sul lavoro avvenuto nel territorio comunale di Mongrassano, nel Cosentino, all’interno di un parco eolico, dove ha perso la vita un operaio di 25 anni, impegnato in lavori di manutenzione.

FenealUil Calabria: A 23 anni non si può morire lavorando: è il momento delle responsabilità

«La tragica morte del giovane operaio di appena 23 anni, deceduto durante un intervento di manutenzione nel parco eolico “Aria del Vento” di Mongrassano, in provincia di Cosenza, rappresenta l’ennesima, intollerabile tragedia che colpisce il mondo del lavoro calabrese e l’intero Paese».

Con queste parole il segretario generale della FenealUIL Calabria, Giacomo Maccarone, esprime il più profondo cordoglio dell’organizzazione sindacale e la vicinanza alla famiglia del giovane lavoratore, ai suoi colleghi e a quanti oggi sono colpiti da un dolore che lascia sgomenti.

«Morire sul lavoro a soli 23 anni significa interrompere una vita, spezzare sogni, affetti e progetti. È una ferita che colpisce l’intera comunità e che impone una riflessione seria sul valore che il nostro Paese attribuisce alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dietro ogni incidente mortale non ci sono soltanto numeri o statistiche, ma persone, famiglie e comunità che vedono il proprio futuro cambiare per sempre».

La FenealUIL Calabria sottolinea come ogni morte sul lavoro rappresenti una sconfitta dello Stato, del sistema produttivo e di tutti coloro che hanno il dovere di garantire il rispetto delle norme sulla salute e sulla sicurezza. È inaccettabile che nel 2026 si continui a perdere la vita mentre si svolge il proprio lavoro, in settori dove la prevenzione dovrebbe essere una condizione imprescindibile.

«Sarà la magistratura ad accertare le cause dell’incidente e ad individuare eventuali responsabilità. Abbiamo piena fiducia nel lavoro degli inquirenti, che dovranno chiarire la dinamica dei fatti e verificare il rispetto di tutte le procedure previste dalla normativa. Ma, al di là delle responsabilità che saranno accertate, questa tragedia ci richiama ancora una volta alla necessità di rafforzare il sistema della prevenzione».

Per la FenealUIL Calabria è indispensabile che la sicurezza diventi un investimento strutturale e non un semplice adempimento formale. Servono una formazione continua e qualificata, controlli più frequenti e rigorosi, una reale vigilanza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, il pieno rispetto dei protocolli di sicurezza e una maggiore qualificazione delle imprese che operano negli appalti pubblici e privati. È necessario che tutti – istituzioni, aziende, organizzazioni sindacali e organi di controllo – condividano la responsabilità di costruire una vera cultura della prevenzione.

«Da troppo tempo assistiamo a una drammatica sequenza di incidenti mortali. Non possiamo più limitarci all’indignazione o ai messaggi di cordoglio. È arrivato il momento di trasformare il dolore in azioni concrete, rafforzando gli organici degli ispettorati, aumentando gli investimenti in sicurezza, introducendo sistemi di controllo sempre più efficaci e promuovendo una formazione permanente che metta davvero al centro la tutela della vita umana».

La FenealUIL Calabria rinnova il proprio impegno affinché il tema della salute e della sicurezza sul lavoro resti una priorità assoluta nell’agenda politica e istituzionale. Ogni lavoratore ha il diritto di svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza e di fare ritorno a casa al termine della giornata.

«Non possiamo accettare che il lavoro, che dovrebbe rappresentare dignità, crescita e futuro, continui a trasformarsi in una condanna a morte. La sicurezza non è un costo – conclude Maccarone-  ma un diritto fondamentale e un dovere morale che nessuno può permettersi di trascurare. Per questo continueremo a batterci con determinazione affinché tragedie come quella di Mongrassano non abbiano più a ripetersi».

Mongrassano, Cgil, Fiom e Filctem Calabria: «Verificare sicurezza, formazione e manutenzione negli impianti eolici»

Un Tavolo regionale sulla sicurezza negli impianti eolici e la verifica delle procedure di sicurezza, della formazione e dei piani di manutenzione dell’impianto. È quanto chiedono in una nota congiunta il Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta, il Segretario Generale Fiom Cgil Calabria Umberto Calabrone e il Segretario Generale Filctem Cgil Calabria Francesco Gatto intervenendo sull’ennesima tragedia sul lavoro che ha spezzato la vita di un giovane di appena 23 anni nel parco eolico di Mongrassano, nel Cosentino.

“Esprimiamo il nostro più sentito cordoglio – afferma Trotta – di fronte all’ennesimo dramma sul lavoro. In Calabria andare a lavorare troppo spesso significa non sapere se si tornerà a casa. I numeri delle vittime degli ultimi mesi sono impietosi e scattano una fotografia nitida: scarsa cultura della sicurezza sul lavoro, scarsa formazione, pochi controlli. È urgente un cambiamento di paradigma se si vuole invertire la tendenza e ridare dignità al lavoro e al valore della vita umana”, afferma Trotta.

“La legge di iniziativa popolare sugli appalti che stiamo sostenendo – aggiunge – va in questa direzione imponendo una stretta sui subappalti nei settori a rischio più elevato e attribuendo all’azienda committente la responsabilità nel caso in cui non vengano rispettate le norme sulla sicurezza”.

“La Regione Calabria convochi le parti sugli impianti eolici dove censire e verificare che tutte le normative su lavoro e sicurezza vengano applicate per evitare altre tragedie – dice il Segretario Generale Fiom Cgil Calabria Umberto Calabrone -. In Calabria, troppo spesso, assistiamo a un susseguirsi di autorizzazioni senza che vi sia un adeguato controllo sulla congruità delle imprese incaricate e sul numero di lavoratori effettivamente impiegati per garantire una manutenzione sicura ed efficace. È frequente riscontrare organici ridotti chiamati a gestire un numero elevato di impianti, una condizione che rischia di compromettere la qualità degli interventi e di aumentare l’esposizione ai rischi per i lavoratori”

“Non possiamo permettere che la transizione energetica si faccia sulla pelle dei lavoratori – aggiunge il Segretario Generale Filctem Cgil Calabria Francesco Gatto” che chiede l’accertamento immediato e trasparente delle cause dell’incidente da parte della Procura e degli organi di vigilanza; la verifica delle procedure di sicurezza, della formazione e dei piani di manutenzione dell’impianto; lo stop agli appalti al massimo ribasso e investimenti veri su prevenzione, salute, sicurezza e formazione nonché organici adeguati”.

“Siamo al fianco della famiglia del giovane lavoratore, dei suoi colleghi e della comunità di Mongrassano in questo momento di immenso dolore. Il lavoro – conclude – deve essere sicuro. Diversamente non è lavoro”.

Parco Eolico
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