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Intervista a mister Scalise: “Cosenza un’esperienza importante e formativa per la mia carriera”

– Buongiorno mister, come va? Dopo la positiva parentesi con le squadre giovanili del Cosenza cosa sta facendo di bello?
“Buongiorno a voi tutti, sto andando a vedere allenamenti di diversi allenatori, partite di campionati giovanili, e partite di campionati dilettanti e professionistici. Attualmente sono impegnato a seguire il corso di Uefa A a Coverciano fino a dicembre per tre giorni a settimana. Era dal 1998 che non mi fermavo, ne avevo bisogno per la mia famiglia ma soprattutto ho bisogno di vedere cose nuove perché ho smesso di giocare e ho iniziato subito ad allenare i ragazzi”.
– Appese le “scarpette al chiodo”, il settore giovanile del Cosenza è stata per lei la prima opportunità di sedere su una panchina, cosa le è rimasto di questa esperienza?
“È stata un esperienza molto formativa quella delle giovanili del Cosenza perché ad ogni tua azione corrisponde una reazione sia in campo che fuori, devi fare le cose fatte bene in un un mondo dove è semplice essere subito etichettato, io ho deciso di fare le cose in assoluto rispetto nei confronti dei ragazzi e delle famiglie”.
– Quali sono i maggiori ostacoli e le difficoltà per un giovane che vuole intraprendere la carriera di allenatore?
“Io sono convinto che in tutti i settori se sei una persona leale, corretta, ma soprattutto hai passione, prima o poi qualcosa di buono capiterà. Credo nella meritocrazia perché alla lunga esce fuori. E’ normale che per molti all’inizio sei visto solo come un giovane ma ci sono degli addetti ai lavori che puntano su questi importanti valori”.
– Azzaro e Belcastro, che lei ha avuto alle sue dipendenze nell’Under 17 si stanno comportando egregiamente anche con la Primavera di mister Ferraro, oltre a loro due ci sono altri profili interessanti che a suo avviso possono uscire nel tempo?
“Sui profili interessanti penso che negli ultimi anni abbiamo lavorato molto, h 24, il tempo ci dirà se bene o male ma i ragazzi mi chiamano spesso per salutarmi. In questo momento si inizia a vedere qualche miglioramento. Mario Greco (2001) sta facendo un ottimo campionato a Castrovillari dopo aver fatto bene alla Paolana. Andrea Santangelo sta facendo molto bene ad Altamura, Passaro (2002) sta facendo un campionato imponente alla Gelbison e gioca sotto età. Nicola Di Pinto è alla seconda convocazione in gare ufficiali al Monopoli, si tratta di un 2002; Rocco Mangialardi a breve si allenerà in prima squadra con la Virtus Francavilla, anche lui è 2002. Francesco Buscicchio (2002) è andato al Lecce. Mi fa piacere sapere che si stanno ben comportando De Rose (da qualche anno si allena con la prima squadra, sono curioso di vederlo in in campionato con adulti), mentre Azzaro, Gaudio e Chiodo sono in Primavera al loro primo anno. Molti si stanno confrontando con gli adulti come Nicoletti, Misuri, Pansera e Stamati con la Morrone, Cardamone a Rogliano. Meritano un capitolo a parte Sueva, che ha bisogno più di tutti di andare a misurarsi con gli adulti per crescere lontano dai suoi cari, e Belcastro, che incarna esattamente il giovane del Cosenza Calcio. Le squadre importanti prederanno sempre in considerazione prima i più talentosi, ma il talento deve andare di pari passo con la fame e se lui porterà avanti questi concetti potrà fare qualcosa di importante. Anche negli altri ragazzi che non ho allenato ho visto qualcosa di buono e sono sicuro che gli allenatori attuali come Tortelli, Carnevale e gli altri tireranno fuori il meglio. Non si arrabbieranno se non verranno citati, voglio bene a tutti i ragazzi che ho allenato e che mi hanno dato tutto, sia loro che i genitori con i tanti sacrifici fatti.
– È rimasto ancora legato all’ambiente di Cosenza? Vuole salutare o ringraziare qualcuno?
“Ho stretto amicizia con molte persone a Cosenza specie con lo staff che avevo, a cui va il mio più sentito ringraziamento, ho imparato molto e spero che anche per loro ci sia prima o poi la giusta occasione. Mi sento spesso con il segretario Andrea De Poli, Roberta Anania e molte altre persone che lavorano nel Cosenza”.
(Immagine di copertina Rosito)
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