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Intervista al Responsabile regionale under 30 di Azione Gilberto Fialà: “Azione è la casa dei riformisti moderni”

Intervista al responsabile Under 30 di Azione Gilberto Fialà sulle attività del partito di Calenda

Come prima domanda volevo chiederle delle ultime dichiarazioni di Calenda di questi giorni che hanno fatto sospettare che Azione si stia collocando sempre di più nel centrodestra. Soprattutto per quanto è accaduto in Basilicata. Quanto c’è di vero? 

Gilberto Fialà

Calenda è stato molto chiaro su quello che deve essere il percorso di Azione in questa fase. Considerando gli attuali sistemi elettorali regionali è quasi controproducente presentare un candidato terzo, quindi dobbiamo scegliere tra i candidati del centrodestra e del centrosinistra. In sostanza individuare quelli più competenti e vicini alle nostre posizioni. Perciò noi non facciamo parte in maniera organica di nessuno dei due poli. Sulle dichiarazioni di Schlein e Conte rispondo dicendo che il PD non segue più la visione riformista e moderata che si era prefissato di seguire alla sua nascita, insegue i 5stelle nel terreno del populismo, questo a noi non ci appartiene. La destra è allo sbando essendo piena di dissidi interni. Quando si inizia a fare politica con i veti, contro qualcuno e non per qualcosa accadono disastri. 

Il mese scorso lei ha proposto di dare la cittadinanza onoraria di Cosenza a Navalny. Come mai ha scelto di presentare questa idea? 

E’ una proposta nata con l’intento di riportare la politica a Cosenza. Nel senso che con queste discussioni si favorisce il ritorno del dibattito politico che purtroppo, a livello locale, viene quasi sempre evitato per volontà dei partiti stessi. Andando nel merito della proposta invece dobbiamo prendere del fatto che Navalny, da oppositore politico, è stato ucciso da un regime antidemocratico e subito dopo la sua morte abbiamo visto la vittoria farlocca di Putin; che dimostra come sia in corso una profonda crisi valoriale che minaccia i sistemi liberali e democratici. Pertanto volevamo favorire una discussione su questi temi cruciali, apparentemente molto lontani ma che ci riguardano da vicino. In Europa molti leader politici cercano l’ “estremo” e strizzano l’occhio agli autoritarismi, in Italia abbiamo l’esempio di Salvini che ancora oggi nega i suoi stretti legami con la Russia e il partito di Putin, Azione ha presentato una mozione di sfiducia contro il vicepremier: non si può stare dalla parte di Putin e fare gli interessi del nostro Paese. Navalny non aveva idee uguali alle mie, ma questo aggiunge valore alla proposta. Ciò che mi renderebbe più orgoglioso sarebbe vedere maggioranza e opposizione unite sul tema. 

Parlando del territorio: come avete avvicinato i vostri giovani alla politica? E in merito alla città unica: siete contrari o favorevoli? 

Riavvicinare i giovani alla politica non è una sfida difficile e ancora più complicato è riavvicinarli alla vita di partito. I ragazzi in realtà si interessano delle tematiche politiche, però è più complesso avvicinarli ai partiti. Perché li hanno sempre sentiti descrivere come l’origine di ogni male e come i luoghi dove si fa l’inciucio. Noi stiamo provando a costruire una grande rete di giovani. In ottica europea e di costruzione di questo nuovo soggetto politico abbiamo stretto un accordo con Nos di Alessandro Tommasi, fondatore di Will Media, e oggi possiamo dire che Azione contiene molte anime: dai socialisti ai liberali, passando per i repubblicani. Attraverso l’incontro di queste varie culture politiche possiamo creare programmi innovativi per i territori. Tramite il dialogo vogliamo costruire una nuova e moderna casa dei riformisti. Il nostro obiettivo è rompere con i vecchi schemi del passato. Sulla città unica dico che siamo assolutamente favorevoli, ma bisogna trovare un metodo perché non si può pensare di estromettere totalmente i cittadini e bypassare le necessità di chi poi nella città unica ci vivrà. Nei fatti il comune unico esiste già, occorre capire se verranno creati dei municipi e soprattutto si dovranno valorizzare tutti i quartieri che comporranno la “nuova Cosenza”. Sicuramente serve un percorso graduale ed evitare una fusione a freddo. 

Azione può rappresentare un riferimento per quei socialisti liberali che non si riconoscono negli attuali schieramenti? 

Certamente. Abbiamo stretto una preziosa collaborazione con l’Associazione Socialista-Liberale e stiamo cercando di allargare il più possibile questo perimetro per costruire un’alternativa riformista credibile che ad oggi in Italia è completamente ancora troppo debole. I partiti lavorano sulla pancia dell’elettorato e sui consensi immediati e non nell’interesse della nazione, il risultato? Sempre meno votanti e istituzioni sempre più lontane dai cittadini. Chi continua a pagarne le conseguenze è il paese. Stiamo facendo sempre e solo passi indietro e in Europa, specialmente il sud e la Calabria, sono agli ultimi posti nelle graduatorie che riguardano i servizi essenziali come istruzione, sanità e occupazione. 

Sappiamo che Calenda è favorevole al nucleare. E’ un tema che riguarda la supremazia delle nazioni che dispongono di questo arsenale. Ma lo proponete in senso bellico o energetico? 

Siamo favorevoli al nucleare perché ci sembra l’unica soluzione a lungo termine per poter avere un’indipendenza energetica. Poi ovviamente è un discorso a lungo termine, noi vogliamo inserirlo in una discussione che comprende anche le energie rinnovabili. O iniziamo a parlane seriamente oppure ci ritroveremo a dover essere fortemente dipendenti altre nazione che non fanno i nostri interessi e ci ritroveremo puntualmente in difficoltà durante ogni crisi internazionale. Noi pensiamo che l’Italia debba avere un ruolo nella partita energetica ma ovviamente ripudiamo la guerra facendo della costituzione italiana la nostra bandiera, quindi non pensiamo al bellicismo ma al nostro interesse nazionale. 

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