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Intervista all’ex presidente del Cosenza Antonio Serra: “È mancata la programmazione”

Serra, come vede la situazione del Cosenza Calcio?

La situazione è difficile. Già il campionato di serie B non è semplice, ci sono società che hanno investito molto e sono in estrema difficoltà. Aggiungiamo che quest’anno è mancata la fortuna che è una componente fondamentale anche del calcio. Sembra che in questa stagione non ci sia per niente. Secondo me oggi questo sport è un’azienda e bisogna programmare bene.

Antonio Serra

Quali sono stati secondo lei gli errori di Guarascio?

Con grande sincerità dico che occorreva trovare dei collaboratori tecnici all’altezza. Ai miei tempi avevamo come direttore sportivo Roberto Ranzani. Era un professionista che di calcio ne capiva molto, su dieci giocatori ne sbagliava due. In una società ognuno deve fare il suo. Io non mi sono mai sognato di fare una formazione. Nella nostra epoca sono venuti fuori giocatori come Fiore, Padovano, Negri. Il settore giovanile è un settore molto importante e se non hai grandissimi capitali devi investire sui giovani.

Quelle stagioni con Giorgi e Reja furono commoventi

Sono stati dei grandi momenti calcistici. Il segreto era non avere più la paura della retrocessione. La squadra era molto forte e Gigi Marulla ci fece il regalo a Pescara. Mi auguro un giorno di poter vedere il mio Cosenza in serie A. Come città ce lo meritiamo. Poi il nostro tifo è straordinario, in tutta Italia abbiamo visto flotte di tifosi rossoblù.

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