Abbiamo contattato telefonicamente il responsabile dell’area tecnica silana Stefano Trinchera, una piacevole intervista dove il direttore ha spaziato a 360° sul prossimo futuro della compagine rossoblu
Direttore, in questo momento ci rendiamo conto che è davvero difficile parlare di calcio, proviamo comunque a guardare oltre, che scenario ci aspetta tra qualche giorno ? Secondo lei sussistono davvero le condizioni per portare al termine questa stagione?
“In questo triste momento, credo che l’unica cosa che conta nel mondo è dare priorità alla salute di ognuno di noi, quindi sconfiggere l’epidemia e ritornare alla vita di tutti i giorni ed alla passione per il calcio che tutti noi assale. Arrivati però a questo punto, credo sia molto difficile se non impossibile riprendere i campionati”.
Cercando di parlare un pó di calcio, quanto le è costato in termini di affetto dover comunicare a Braglia l’esonero?
“Una scelta molto molto sofferta perché con il mister abbiamo fatto grandi cose a Cosenza ed instaurato nel tempo un legame che va al di là del semplice rapporto professionale”.
Umanamente parlando ha condiviso la scelta di Pillon di rinunciare ad allenare il Cosenza per restare vicino alla sua famiglia in Veneto?
“Una scelta rispettabilissima dettata dalla emergenza che in quel momento stava soprattutto colpendo il nord Italia dove risiede la sua famiglia”.
Se mai dovesse riprendere il campionato, dobbiamo aspettarci il ritorno di Braglia in panchina o sarà Occhiuzzi a concludere la stagione?
“Questo ancora è un tema che non abbiamo affrontato. Faccio veramente fatica a pensare che si possa riprendere l’attività: in questo momento c’è mister Occhiuzzi, un ragazzo veramente in gamba destinato a far parlare di sè che si sta coordinando con i ragazzi e con noi della società, per gestire al meglio questo disagio che limita molto i calciatori per esercitare la propria attività”.
Lei ha ancora un altro anno di contratto come direttore sportivo del Cosenza, ha già parlato del prossimo futuro con Guarascio? Sente ancora immutata la fiducia del presidente nei suoi riguardi?
“Oggi è prematuro parlare del futuro. Io ho un contratto fino al 2021 e sono orgoglioso di lavorare a Cosenza e di ciò che è stato fatto in questi 3 anni ! Molti purtroppo dimenticano in fretta le imprese che insieme abbiamo realizzato, ma io sono caparbio e soprattutto abituato a lottare nelle difficoltà”.
Qualora il Cosenza al termine della stagione dovesse rimanere in serie B, c’è la possibilità di trattenere in maglia rossoblu almeno qualcuno dei calciatori che si sono messi maggiormente in evidenza come Machach, Rivière e Asencio?
“Certo. Perché qui a Cosenza si sta bene. Semmai dovremmo però tenere conto (nel caso dei giocatori in prestito) che a volte non basta la volontà dei calciatori a rimanere…ma anche questo è un argomento che verrà trattato più in là, a tempo debito”.
Vai al contenuto




