Consigliere Alimena, lei ha la delega al centro storico e il Sindaco Franz Caruso in una conferenza allo Spirito Santo ha annunciato una serie di interventi (ad esempio la costruzione di una casa di comunità a via Bendicenti e la riapertura di alcune vie). Può descriverci questi lavori mentre in merito alla rigenerazione urbana, può darci qualche informazione sul nuovo progetto della “rivoluzione delle seppie”?
Innanzitutto grazie a lei e alla redazione di Cosenza Post per l’opportunità di spiegare ai cittadini attraverso questa intervista ciò che stiamo facendo.
Allora il centro storico è al centro dell’azione amministrativa perché in questa zona della città convergono tantissimi interventi di finanziamento di diversa natura. I principali sono l’agenda urbana e il Cis, che sono appunto le deleghe che il Sindaco mi ha affidato.
Abbiamo garantito 27 milioni per le opere pubbliche e 3 milioni e mezzo per gli aiuti alle imprese e alle associazioni. In 24 mesi sono state realizzate ben 11 opere quasi tutte proprio nel centro storico che verranno inaugurate entro fine mese, e 12 imprese culturali hanno ricevuto sostegno e finanziamenti, tra cui la rivoluzione delle seppie che farà tanti progetti come il laboratorio di riuso creativo e le passeggiate ecologiche.
Allo stesso tempo è stata mandata a gara tutta la parte del contratto istituzionale di sviluppo che competeva al Comune di Cosenza. Oltre a questo, grazie ai fondi stanziati per il contrasto al dissesto idrogeologico le frane storiche della parte vecchia verranno riparate.
E poi come ricordava lei nella domanda, grazie al PNRR siamo riusciti a posizionare una delle tre case di comunità a Via Bendicenti nella ex struttura dei vigili urbani. A breve si aprirà anche un punto sanitario, e per questo voglio ringraziare tutta la squadra del settore 11. Possiamo dire che entro il 2025 avremo lasciato un luogo infrastrutturato e pieno di contenuto.

Adesso parliamo di politica, da capogruppo come vede questo ritorno di intesa con i 5stelle?
Sarà una frase fatta ma il centrosinistra quando va unito vince. I 5stelle ci hanno messo parecchio nel corso della loro evoluzione ad entrare in questa area politica. Tutti sappiamo che andarono persino al governo con la Lega. Quando finalmente hanno stabilito di far parte della nostra collocazione, lavorare insieme è stato naturale.
Ricordo che noi siamo stati il primo comune a sperimentare questa alleanza, affidando al movimento un assessorato delicato come quello del Welfare.
Tra l’altro le confesso che i deputati del nostro partito mi hanno sempre detto che i colleghi con i quali lavoravano meglio erano proprio quelli del Movimento 5 Stelle, per cui c’era già in embrione questa intesa. E penso che il modello Sardegna sia un segnale positivo per tutte le prossime elezioni.
L’autonomia differenziata è osteggiata dal PD, ma è nata con D’Alema ai tempi dell’Ulivo. Sappiamo che all’epoca venne portata avanti per rispondere ad alcune sollecitazioni della Lega che, dopo il distacco da Berlusconi, veniva vista come una costola della sinistra. Ma non è un controsenso?
Come diceva Churcill: “Chi non cambia mai idea, non cambia mai niente”. All’epoca fu la modifica del titolo V che aprì la strada e sicuramente era un modo per rispondere ad alcune sollecitazioni che provenivano dalla Lega. E le dirò di più, la chiese anche l’Emilia Romagna storicamente governata dal centrosinistra. Allora il testo era completamente diverso, come sappiamo è stato modificato nel tempo, quindi parliamo di un’autonomia diversa da come la intendiamo oggi.
La proposta di legge Calderoli è quanto di più distante dalle idee del partito democratico. Noi abbiamo l’unico senatore del sud (Nicola Irto), che è anche il segretario regionale, che ha votato no all’autonomia. Ed è emerso anche grazie al dibattito politico favorito dal presidente dell’ANCI Antonio Decaro quanto sia grave per il mezzogiorno ed al tempo stesso un premio al Nord.
In merito alla città unica voi avete un’idea diversa da quella del centrodestra. Mi vuole parlare della città metropolitana, che partirebbe dalla Valle del Savuto e poi: in caso di fusione, volete ricandidare Franz Caruso?
Sul discorso della città unica, cito il già citato D’Alema: “Non è di metodo ma di merito”. Noi vorremmo arrivarci seguendo il modello Pescara, dove sono stati impiegati nove anni in cui ogni anno veniva realizzato un atto preliminare. Dall’unificazione dei servizi e degli uffici allo statuto comune. Se tutte le cose fossero fatte nel breve periodo ci sarebbe il caos.
L’intera area che gira attorno all’area urbana dovrebbe essere consultata. Tutto questo si può realizzare ma ci vuole tempo e soprattutto ci vogliono obiettivi precisi.
Ricandideremo Franz? Ovviamente io da capogruppo del Partito Democratico faccio parte del partito che ha maggior peso politico all’interno del consiglio comunale. Sicuramente il PD promuove l’operato del Sindaco Franz Caruso e certamente ci aspettiamo che continui la sua attività politica. Poi non sappiamo quali saranno le prossime sfide.
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