La Guardia di Finanza di Castrovillari ha individuato nella figura di Leone Alfano il presunto ideatore della maxi truffa che proponeva investimenti oltreoceano fittizi o di immobili intestati a terzi

Dopo una serie di denunce la Guardia di Finanza ha immediatamente aperto un’indagine arrivando a un cittadino di origine italiana ma residente negli Usa e ritenuto ideatore della maxi truffa. L’uomo si chiama Leone Alfano e, secondo le prime indiscrezioni, proponeva investimenti all’estero degli immobili.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo si presentava agli ignari investitori come rappresentante di una società immobiliare americana, la “Golden Investment Reality Inc”, e in alcuni casi ha vestito i panni di notaio o ingegnere facendo cadere i truffati nella propria trappola.
Per rendere la truffa ben riuscita l’uomo affidava agli investitori contratti d’acquisto in lingua inglese, false registrazioni agli Uffici del Registro americani, “quitclaim deed” e contratti di fitto fasulli. Convinti che queste ultime fossero valide garanzie gli acquirenti versavano i loro risparmi sul conto corrente della società; il denaro poi veniva immediatamente spostato sul conto di un’altra società, la “Orlando Trust Investment Propierties” intestata prima alla figlia e successivamente alla madre.
La maxi truffa, dunque, era ben studiata nei minimi dettagli, tanto da far cascare ben 19 persone nella trappola per un valore complessivo che ammonta a 2 milioni di euro. Il Gip del Tribunale di Castrovillari, su proposta della Procura della Repubblica, ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo di due appartamenti di proprietà della madre di Alfano.
Oltre all’uomo altre quattro persone sono ritenute responsabili quindi denunciate per reato di truffa, riciclaggio e trasferimento fraudolento di beni. Le indagini sono ancora in corso e gli investigatori sono sulle tracce dei responsabili, probabilmente tutti trasferiti all’estero.
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