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La danza di Tutino sotto la pioggia: tripletta da urlo e il Cosenza respira (4-2)

COSENZA – VENEZIA 4-2

COSENZA: Micai; Cimino, Camporese, Venturi, Frabotta, Praszelik, (Calò) Zuccon, Marras, Tutino (Crespi), Mazzocchi, Forte (Voca). All: Caserta   Panchina: Marson, Lai, Gyamfi, Rispoli, Sgarbi, Fontanarosa, D’Orazio, Viviani, Calò, Voca, Crespi.  

VENEZIA: Joronen, Candela, Altare (Svoboda), Sverko, Zampano (Ellerson), Busio, Tessmann, Lella (Gytkjaer), Pierini, Pohjanpalo, Johnsen (Olivieri). All: Vanoli. Panchina: Bertinato Grandi, Modolo, Dembele, Svoboda, Ullmann, Bjarkason, Elkertsson, Andersen, Gytkjaer, Cheryshev, Olivieri.

NOTE: giornata piovosa, invernale. Recuperi: 3′ e 6′

ARBITRO Volpi di Arezzo. ASSISTENTI Massara di Reggio Calabria e Bitonti di Bologna. QUARTO UOMO: Allegretta di Molfetta. VAR Gariglio di Pinerolo. AVAR Prontera di Bologna.

MARCATORI: Tutino 10′ ,21′ 81′, Marras 19′, Busio 24′, Gytkjaer 87′.

AMMONITI: Venturi, Sverko, Tutino, Frabotta.

Da Giandebiaggi a Tutino. Dopo 21 anni il Cosenza batte il Venezia (4-2), torna alla vittoria dopo più di due mesi, e dà fiato al suo campionato e alla panchina di Caserta.

Tanti 21 anni, pochi 21 minuti. Minuti straordinari che servono al Cosenza per stendere la terza forza del campionato con pieno merito. Un successo rotondo, 4 gol  in casa non si erano mai visti in Serie B nell’era Guarascio (erano stati 5 ma ad Empoli!) e raramente anche nella storia cadetta dei lupi (si ricordano i 4 contro la Samp nel 2001 e altrettanti a Reggio Emilia nel 1990). Un gol a giro di destro, uno a giro di sinistro, un tocco del tutto involontario, finalmente quella fame che si tramuta in gol e piega anche la Dea Fortuna. Questo pazzo Cosenza è piaciuto anche nella fase di gestione dei momenti di pressione, a parte qualche situazione da rivedere negli attimi successivi al 3-0, che hanno consentito a un Venezia disattento e impreciso, di riaprire temporaneamente la contesa con il gol dell’americano Buso . Pazzo Cosenza dicevamo, e panchina di Caserta sigillata. Non tutto si risolve questa sera, certo, ma l’essere riuscito a cambiare pelle (ingresso di Voca per Forte a inizio secono tempo con gli ospiti in pressione e i suoi in apnea) è senz’altro un punto a favore del tecnico di Melito Porto Salvo, che ora dovrà lavorare sodo, insieme al ds Gemmi, in ottica chiusura di mercato. Con un Tutino in forma smagliante e con un cuore grande così. Otto i gol per lui.

LE FORMAZIONI – Caserta, senza Martino,Canotto, Meroni e il febbricitante Florenzi, torna al suo 4-2-3-1: in difesa confermata la premiata coppia Venturi – Camporese, con Frabotta che parte titolare a sinistra, la cerniera di centrocampo è retta ancora da Prazelik e Zuccon; Marras, Forte e Tutino si muovono, almeno nelle intenzioni, nei paraggi di Forte. Solo panchina per Calò e D’Orazio, unitamente al neo acquisto Gyamfi (fresco di compleanno). Sull’altro fronte, nessuna sorpresa per Vanoli, che fa un copia e incolla della formazione iniziale dell’ultima vittoriosa gara contro la Samp: sugli scudi Pohjanpalo, autore proprio in quella gara di una tripletta. Ma osservato speciale anche l’ex Pierini. Non incideranno.

LA CRONACA – Prima uscita coi pugni alti di Micai dopo soli 8 secondi, al Venezia non piacciono le presentazioni. Il campo inzuppato offre al pallone  strappi di traiettoria e qualche rimbalzo irregolare,ma il gioco non ne risente, anzi. Al 3′ il Venezia già grida al gol: palla alta da sinistra, appoggio all’indietro di Lella per la botta dell’accorrente Candela, salva nei pressi della linea Venturi, a Micai battuto.  Nell’altra area un tacco di Tutino per l’imbucata di Forte crea qualche imbarazzo, ma è nulla rispetto al cross arrotato di Marras da destra per lo stacco di testa di Tutino che chiama Joronen alla parata a terra. Al 7′ è ancora Venezia con Pohjanpalo chiamato di testa su angolo da sinistra, Micai a farfalle, palla fuori, per fortuna dei lupi. Gara bella, intensa, nonostante la pioggia e le necessità di classifica. E la conferma arriva al minuto 10, quando il Cosenza passa: Marras scippa una bella palla in fase di uscita a Zampano, sfera lavorata da Zuccon, poi da Marras e infine da Gennaro che, dal limite, si inventa un sinistro che buca Joronen. Proprio lui che avrebbe il destro come piede d’elezione. Settima marcatura per Tutino, sempre e solo al “Marulla”. Scende la pioggia, sale il Cosenza. Venezia sorpreso, quasi stordito dall’avvio shock dei rossoblù. Che prosegue con la bordata di Prszelik, sempre da fuori, e vola Joronen.  E’ ancora nulla rispettoa. Cio che sta per avvenire. Il crescendo rossoblú trova infatti la sua sublimazione al minuto 18, quando Frabotta sgroppa a sinistra, palla arquata che plana sul secondo palo dove a incontrarla c’è il sinistro di Marras, solissimo, che confeziona un gol per certi versi simile a quello firmato contro il Lecco. Ma non finisce qui: al 21′ ancora il fattore Frabotta a sinistra, sfera che carambola verso Forte, botta dal limite ed enensimo palo, ma stavolta la dea bendata è rossoblù: sulla conseguente conclusione di Zuccon, infatti, la sfera tocca Tutino e s’insacca: 3-0 e nessuno crede ai propri occhi al Marulla, per una squadra che aveva segnato solo 2 gol in 7 partite.  Al 25′ segna però anche il Venezia: Cosenza molle là dietro su discesa a sinistra, tocco felpato di Pohjanpalo per Busio che uccella Micai. Il Venezia ora è più tonico, e sono i rossoblù a mostrasi d’un tratto confusi, incapaci di addormentare la gara. L’effetto schizofrenico dura però qualche minuto, perchè i lupi provano a gestire e fino alla fine del tempo concedono ai lagunari solo una conclusione fuori misura di Tessman al 41′,  arrivando anzi vicini alla quarta marcatuira con doppia occasione di Tutino e Frabotta al 46′. Prima frazione a tratti straordinaria per intensita’ e concretezza da parte dei rossoblù, ma con lo sguardo sempre vigile sui cali di tensione e sulla personalità del Venezia, assolutamente censurabile in fase difensiva nei primi 45′.

Come prevedibile, Venezia all’arrembaggio all’uscita dai blocchi. Cosenza più basso e con poca palla tra i piedi, come spesso accade al rientro in campo. Al 54′  il neo entrato Gytkjaer è troppo solo sullo stacco di testa che impaurisce Micai ma non lo buca, palla alta. Non fa meglio Zampano a giro dal limite d’aria al minuto 56′. In mezzo un contropiede ghiotto sprecato da Tutino e Mazzocchi. La squadra rossoblù pare non garantire la gestione che occorrerebbe in gare come queste. E allora Caserta toglie uno stanco Forte, e immette Voca per conferire maggiore equilibrio in mezzo al campo. Scelta saggia, e anche se il Venezia continua a macinare campo e sull’asse Pierini – Johnsen cestina il 3-2 al 63′, Venturi e soci ora appaiono piu strutturati. A voler essere pignoli il peccato del Cosenza, così come a Cremona , è quello di non approfittare di spazi che inevitabilemnte si aprono in seno all’avversario. Ma stavolta i lupi sono avanti di 2 gol, e  danno un primo segnale al 70′ quando la girata di Tutino, in piena area, trova il corpo di Sverko: é solo corner. Data la fase di stanca del match, Vanoli al 72′ tenta le carte Ellerson e Oliveiri. Tutino litiga con Sverko e si fa ammonire, salterà il Sudtirol. Vede il campo anche Calò (fuori Praszelik) e poco dopo i lupi vedono il traguardo. E’ l’81’ quando Tutino raccoglie un rimpallo favorevole su tiro di Frabotta e , stavolta di destro a giro, fa secco Joronen prendendosi poco dopo la sacrosanta standing ovation per far spazio a Crespi. Il Venezia non vuole fare altre brutte figure e all’88’ accorcia le distanze con Gytkjaer. Troppo tardi. E’ la giornata in cui il Cosenza risorge, Tutino salda il conto aperto con la sfiga, Caserta rifiata e puo’ guardare con relativa serenità a ciò che sarà. Nulla è stato fatto, ma il crocevia salvezza di sbato prossimo a Bolzano dovrà fornire le necessarie conferme.

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