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La latitanza di Vallanzasca a Diamante

All’epoca era il bandito più ricercato d’Italia e anche il più desiderato dalle donne. Il fascino di quel criminale dai folti baffi e dagli occhi azzurri produsse decine di lettere inviate in tutte le carceri italiane. Non molti sanno che il boss della Comasina passò le vacanze di Agosto in Calabria da latitante, precisamente a Diamante.

Vallanzasca a Diamante

Era in compagnia della sua fidanzata Consuelo e del figlio Massimiliano, che allora aveva tre anni. Fu l’ultima volta che lo vide. Renato Vallanzasca aveva deciso di stabilirsi in un luogo molto distante da Milano e scelse la Calabria proprio per starsene a centinaia di chilometri dalla Lombardia. Si suppone anche perché qualche clan locale gli offrì la protezione necessaria. In quei mesi lui e la sua banda avevano messo a segno settanta rapine e ciò che più desiderava era trascorrere un po’ di tempo con la sua famiglia.

In precedenza non era stato possibile perché lei partorì quando lui era dentro. Inoltre era in piena guerra con Francis Turatello, prima rivale e poi grande amico tanto da diventare il suo testimone di nozze. Un’altra motivazione per stare lontano. Di quella vacanza a Diamante, Vallanzasca ricorda l’unico momento passato insieme a loro. Ora sta per essere trasferito in una clinica per demenza dopo aver trascorso cinquant’anni dietro le sbarre. Del rapinatore temuto non è rimasto più nulla, soltanto il rimpianto di non aver più rivisto quel bambino che scoprì di essere suo figlio dai giornalisti all’uscita della scuola e che non ha mai voluto rivederlo. Per il bel René sarebbe stata l’unica vera gioia dopo aver pagato il suo debito con la giustizia.

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