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La poesia come luce nel tempo inquieto

A Palazzo dei Bruzi l’omaggio a Felice Mastroianni: la triade “Siamo poesia” incanta Cosenza nel terzo appuntamento della rassegna culturale dedicata al poeta di Platania

Nella prestigiosa Sala Consiliare di Palazzo dei Bruzi, cuore istituzionale e simbolico della città di Cosenza, giovedì 28 maggio si è svolto uno degli appuntamenti più intensi e significativi della rassegna dedicata al poeta calabrese Felice Mastroianni. Un pomeriggio di alta cultura, memoria e poesia che ha saputo trasformare il luogo della politica e della storia civile in uno spazio dell’anima, dove la parola poetica è tornata ad abitare il presente con tutta la sua forza visionaria.

L’evento, dal titolo “Filigrana di parole e versi. L’eco della voce poetica di Felice Mastroianni”, ha rappresentato la terza tappa del percorso culturale dedicato al poeta di Platania, dopo il significativo approdo al Salone Internazionale del Libro di Torino. Una rassegna destinata a proseguire il suo viaggio tra Platania e Lamezia Terme fino a febbraio del prossimo anno, con un’altra importante tappa già prevista a Cosenza il 30 settembre presso il Liceo Classico “Bernardino Telesio”.

Promosso dalla Commissione Cultura del Comune di Cosenza insieme ad AIParC Cosenza, AIParC Lamezia Terme, Associazione Felice Mastroianni, Comune di Platania, Comune di Lamezia Terme, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato di Cosenza e Liceo Classico “B. Telesio”, l’incontro ha visto convergere istituzioni, scuole, associazioni culturali e intellettuali in un comune gesto di restituzione poetica e civile.

I loghi delle istituzioni promotrici, impressi sulla locandina dell’evento, raccontavano già visivamente il senso profondo dell’iniziativa: una rete culturale capace di unire territori, memoria storica, formazione e ricerca poetica. La città di Cosenza, il Comune di Platania e quello di Lamezia Terme, insieme alle realtà associative e scolastiche coinvolte, hanno costruito un ponte ideale tra le radici della Calabria e la contemporaneità.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali di Mimmo Frammartino, Presidente della Commissione Cultura del Comune di Cosenza; Tania Frisone, Presidente AIParC Cosenza; Dora Anna Rocca, Presidente AIParC Lamezia Terme; Davide Esposito, Sindaco di Platania; Umberto Caruso, Presidente dell’Associazione Felice Mastroianni e Domenico De Luca, Dirigente scolastico del Liceo Classico “B. Telesio”.

A introdurre e coordinare l’incontro è stata Anna Maria Ventura, responsabile del Parco Saverio Strati AIParC Cosenza, che ha guidato con sensibilità e misura un pomeriggio nel quale la poesia è diventata luogo di incontro tra generazioni, territori e coscienze.

Particolarmente significativa è stata anche la presenza di una rappresentanza di studenti del Liceo Classico “B. Telesio” di Cosenza, partecipi e attenti lungo tutto il corso dell’evento. La loro presenza ha rappresentato uno dei segni più importanti e carichi di speranza dell’intera manifestazione. Ai giovani, infatti, deve essere rivolta l’attenzione più autentica di chi opera nel nome della cultura: perché è nelle nuove generazioni che la poesia può ancora trovare ascolto, continuità e futuro. Coinvolgere gli studenti in percorsi come questo significa educare alla sensibilità, alla memoria e alla profondità del pensiero, in un’epoca spesso dominata dalla velocità e dalla dispersione.

Ma il cuore pulsante dell’evento è stato certamente rappresentato dalla triade poetica di Siamo poesia: Elisa Biasi, Assunta Morrone e Flavio Nimpo. Tre voci differenti e armoniche, accomunate da una profonda tensione etica ed estetica, capaci di raccogliere e restituire l’eco della parola di Felice Mastroianni con rara intensità interpretativa.

Elisa Biasi, scrittrice e poetessa, già docente di Storia e Filosofia al Liceo “G. da Fiore” di Rende, ha offerto una lettura ed una interpretazione densa di richiami simbolici, facendo emergere nei versi di Mastroianni la bellezza attraverso i paesaggi, la memoria del passato, il dialogo incessante tra tensione spirituale e destino.

Assunta Morrone, dirigente scolastica, scrittrice e poetessa, ha invece approfondito il Mastroianni saggista, soffermandosi sul valore del viaggio come esperienza interiore e conoscitiva. Attraverso i Saggi “L’Infinito leopardiano” e “Coscienza cristiana di Ulisse dantesco”  ha mostrato come il poeta di Platania abbia saputo interrogare i grandi archetipi della letteratura universale, trasformando il viaggio in metafora dell’esistenza umana: tensione verso l’ignoto, ricerca di senso, desiderio inesauribile di infinito.

Flavio Nimpo, docente di Italiano, Latino e Greco presso il Liceo Classico “B. Telesio”, ha intrecciato il mondo classico e la modernità, mostrando come la voce di Mastroianni si collochi dentro una lunga genealogia poetica che dall’antica Grecia arriva fino alle inquietudini contemporanee. Nella sua lettura di Mastroianni ha colto,   interiorizzato  e interpretato i paesaggi di Platania, le montagne, i fiumi, l’erba, le stelle, la luna, la fede e gli affetti più cari. Ha colto poi il profondo dialogo del poeta con la cultura greca moderna, mettendo in luce echi, suggestioni e consonanze spirituali che collegano la Calabria mediterranea alla sensibilità neoellenica.

I loro interventi sono stati autentici attraversamenti poetici. Poesia nella poesia. Le loro parole hanno generato altre parole, altre immagini, altre visioni. Per alcuni istanti, la Sala Consiliare è sembrata trasformarsi in una costellazione di memorie e simboli: la Calabria, il Mediterraneo, il mito, il silenzio delle montagne, la voce degli esclusi, l’inquietudine dell’uomo contemporaneo.

Felice Mastroianni è apparso allora non come una figura lontana da commemorare, ma come una presenza viva e necessaria. Poeta appartato, intenso, profondamente legato alla sua terra, Mastroianni rappresenta quella schiera di autori calabresi immensi e ancora troppo poco conosciuti, custodi di una parola capace di custodire identità e universalità insieme.

L’intera rassegna nasce proprio dall’urgenza di restituire luce a queste voci. In un tempo dominato dalla velocità, dalla superficialità comunicativa e dalla frammentazione emotiva, la poesia torna a proporsi come spazio di resistenza e verità.

Ed è forse questo il messaggio più profondo lasciato dall’incontro del 28 maggio. Nel nostro presente tormentato, attraversato da guerre, crisi identitarie, isolamento e smarrimento collettivo, la poesia diventa necessità,  strumento di ascolto e di ricostruzione interiore. È ciò che permette all’essere umano di non perdere il contatto con la propria dimensione più autentica.

La poesia rallenta il tempo, restituisce profondità alle parole consumate, riapre il dialogo con la memoria e con l’altro. Insegna ancora a sentire. E proprio per questo eventi come “Filigrana di parole e versi” assumono un valore che supera il semplice appuntamento culturale: diventano un gesto civile, una forma di cura collettiva, un presidio di umanità.

L’eco delle voci ascoltate a Palazzo dei Bruzi non si è conclusa con gli applausi finali. Continuerà il suo viaggio tra Platania, Lamezia e Cosenza, accompagnando la rassegna fino al febbraio prossimo, come un filo invisibile di memoria e bellezza.

Perché, come è emerso chiaramente durante il pomeriggio dedicato a Felice Mastroianni, la poesia autentica non finisce mai nel luogo in cui viene pronunciata: continua a vivere dentro chi l’ha ascoltata.

A Palazzo dei Bruzi l’omaggio a Felice Mastroianni
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