Doveva esserci Gennaro Gattuso sulla panchina della Fiorentina all’inizio di questa stagione ma causa divergenze con la società ha dato il suo addio, e così adesso è in attesa di trovare un nuovo progetto, ma non è facile immaginare dove andrà neanche su siti come Scommesse 24, magari è in attesa di una panchina che si liberi dopo un inizio deludente di campionato o potrebbe valutare di rimanere fermo per un periodo prima di andare all’estero e provare così una nuova esperienza.
Conosciuto da tutti come Ringhio per la sua grinta messa in campo che gli permetteva di correre e lottare su ogni pallone, il centrocampista calabrese è nato a Corigliano Calabro e ha iniziato la sua carriera da calciatore nel Perugia, club con il quale ha vinto due scudetti nel settore giovanile e a 18 fa il suo esordio in serie A.

Decide poi di provare un esperienza all’estero e decide così di lasciare l’Italia per trasferirsi in Scozia ai Glasgow Rangers. dove diventa un beniamino dei tifosi che lo chiamano con il soprannome di Braveheart.
Con ‘arrivo del mister Advocat che lo vede e lo utilizza come difensore le cose iniziano ad andare male e così torna in Serie A dopo che la Salernitana acquista il suo cartellino stabilendo all’epoca il record pagato per aggiudicarsi le prestazioni di un calciatore. Lui in campo ripaga con i fatti e con l’impegno lo sforzo fatto dai campani, ma purtroppo nonostante ce l’abbia messa tutta non riesce a salvare la squadra dalla retrocessione. Le sue prestazioni però provocano l’attenzione dei grandi club con il Milan che decide di puntare su di lui e permettergli di rimanere nella massima serie oltre che di avere la possibilità di disputare la Champions League facendo il suo esordio nella competizione più importante per i club il 15 Settembre del 1999 contro il Chelsea.
In rossonero diventa leader e perno del centrocampo disputando 12 stagioni con il diavolo per un totale di 468 presenze con 11 gol segnati e i trofei che ha alzato sono stati: 2 campionati di Serie A, 2 Supercoppa Italiane, 1a coppa Italia, 2 Champions League, 2 Supercoppe Europee e un Mondiale per club.
Dopo non aver rinnovato il contratto a seguito di un colloquio con l’amministratore delegato Galliani ha scelto di trasferirsi in Svizzera al Sion diventandone prima capitano e poi direttamente allenatore, dando così una svolta alla sua carriera.
Dopo essere stato esonerato a seguito di risultati sotto la media è stato scelto da Zamparini per allenare il Palermo in Serie B prima di essere ancora una volta sostituito dopo sole 6 giornate da Iachini che finirà la stagione primo in classifica.
L’esperienze all’estero non sono finite per Gattuso che cerca fortuna va in Grecia all’Ofi Creta ma troverà un club con difficoltà economiche motivo per cui sarà costretto a rassegnare le dimissioni anche se i tifosi fino alla fine avevano provato a convincerlo e fargli cambiare idea.
Dopo un anno di fermo sceglie di tornare in Italia e ripartire dal Pisa in Lega Pro e ottiene la promozione in Serie B anche se l’anno dopo non riesce a ripetere il miracolo con il club toscano che arrivato 22 ritorna giù.
La sua voglia di allenare non conosce ostacoli e quando viene chiamato dal Milan non può dire di no anche se all’inizio i rossoneri gli affidano la panchina della società primavera, che dal punto di vista del curriculum equivale a fare un passo indietro rispetto alle esperienze che aveva già avuto. Le cose cambiano però quando Montella viene sollevato dall’incarico e Ringhio viene promosso come allenatore della prima squadra.
Porterà la squadra al 6 posto mentre l’anno successivo arriva 5 ad un solo punto dalla Champions ma qualcosa si è rotto e così le strade si separano.
A dicembre 2019 diventa l’allenatore del Napoli ricevendo l’eredità di Carlo Ancellotti e a fine anno vincerà la Coppa Italia contro la Juventus. Nell’ultimo campionato ha dovuto affrontare problemi di saluti e in più i suoi giocatori sono stati vittime di vari infortuni o contagiati dal Covid, un esempio è Osimenh che è stato fuori per un lungo periodo e nonostante queste defezioni la squadra ha lottato fino alla fine per entrare in Champions League.
Anche qui però ha avuto problemi con la società che lo hanno portato a scegliere di trasferirsi a Firenze, anche se la sua esperienza sulla panchina dei viola è finita ancor prima di cominciare.
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