Sandro Principe ha governato direttamente Rende per 40 anni. Solo il generale Franco vanta la stessa longevità storica. Il suo tempo è ormai scaduto.

Lo afferma il Laboratorio Civico di Rende
La città di Rende deve a Francesco Principe la grande crescita realizzata negli anni settanta e succedanea alla nascita dell’università.
I 40 anni di diretta e indiretta gestione di Sandro Principe hanno disperso quel patrimonio, soprattutto in coincidenza con le varianti al piano regolatore degli anni duemila che hanno messo in ginocchio l’edilizia e hanno dissestato i conti comunali.
Questa riproposizione mette tristezza e dimostra una insaziabile bulimia di potere che non ha alcun collegamento con il futuro.
È questo il comune denominatore degli avversari di Marcello Manna: alleanze arruffate e contro natura, vecchie riedizioni che intendono riportare la città nell’oscurantismo degli anni precedenti.Quel sistema blindato che identificava potere e istituzioni oggi sembra un anacronismo.
Rende non torna indietro – conclude la nota – e oggi pretende, con i suoi giovani, autorevolezza e freschezza. Il novecento è una storia superata.
Laboratorio Civico Rende.
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