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Laboratorio Civico: “Il PSC di Rende non si governa con le rassicurazioni. Principe faccia chiarezza”

Il movimento di opposizione critica la gestione dell’iter urbanistico: «La città cambia tra le polemiche sulla viabilità senza una visione organica. Nodo mai risolto anche sui Piani Attuativi Unitari (PAU)».

Le dichiarazioni di Sandro Principe secondo cui l’iter del Piano strutturale comunale procede non ci soddisfano. Il PSC non è una pratica amministrativa come le altre: decide il futuro di Rende, l’uso del suolo, la localizzazione dei servizi, la tutela del paesaggio, la mobilità e la qualità della vita. Dire che il procedimento va avanti non significa spiegare dove si vuole arrivare, con quali tempi e nell’interesse di chi.

Servono atti, responsabilità e scelte chiare. Occorre conoscere lo stato reale del procedimento, gli elaborati disponibili, i tempi previsti e gli indirizzi che orientano il lavoro dei tecnici. Non slogan, ma un progetto pubblico.

La revoca, nel 2024, del PSC adottato dall’amministrazione Manna ha interrotto un percorso che avrebbe dovuto proseguire attraverso osservazioni, verifiche e confronto pubblico. Una scelta politica e amministrativa sulla quale restano domande precise. Che cosa è stato recuperato del lavoro precedente? Che cosa è cambiato e per quali ragioni? E soprattutto, a che punto siamo oggi?

Nel novembre 2025 la Giunta ha approvato le linee guida del nuovo PSC tra le contestazioni delle opposizioni per l’assenza di un confronto reale. Un piano destinato a incidere sulla città per decenni non può essere costruito senza un coinvolgimento effettivo della cittadinanza. Le fasi partecipative devono consentire di incidere sulle scelte, non limitarsi a ratificare indirizzi già definiti. Rende ha diritto di conoscere le alternative, le priorità e le conseguenze delle trasformazioni previste.

Nel frattempo, la città continua a cambiare senza che sia chiaro quale visione organica guidi le decisioni. Le contestazioni sulle recenti modifiche alla viabilità rendono ancora più urgente conoscere gli studi, gli obiettivi e le valutazioni che dovrebbero accompagnare le scelte urbanistiche. Senza una pianificazione complessiva, gli interventi rischiano di sommarsi senza risolvere i problemi, compromettendo mobilità, verde, servizi e qualità della vita.

C’è poi la vicenda dei PAU, sulla quale in campagna elettorale Principe aveva promesso di intervenire. Anche qui, a oggi, non si intravedono sviluppi concreti capaci di dare risposte a chi attende da anni. Quali iniziative sono state avviate? Quali ostacoli restano da superare? E con quali tempi l’amministrazione intende mantenere l’impegno assunto? Anche su questo punto, alle promesse devono seguire atti verificabili.

PSC e PAU pongono una questione comune, che riguarda il rapporto tra gli impegni annunciati e le risposte effettivamente date alla città. Non basta dichiarare che si sta lavorando: occorre rendere conto dei passaggi compiuti, delle decisioni assunte e dei tempi ancora necessari. Il Consiglio comunale deve poter svolgere pienamente il proprio ruolo e i cittadini devono essere messi nelle condizioni di comprendere e discutere le scelte che incidono sul loro futuro.

Il futuro urbanistico di Rende non può essere deciso senza Rende. Non servono rassicurazioni, ma trasparenza, confronto e responsabilità. Perché, mentre si annunciano percorsi e si confermano impegni, il tempo passa. E i problemi, ancora una volta, aspettano risposte.

Laboratorio Civico

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