Sorpreso della devastazione della manifestazione Pro Pal di ieri? No! E sono sicuro di non essere in minoranza a non esserne meravigliato. Ritengo che lo sbaglio sia proprio in questo modo in cui alcuni degli organizzatori di queste e altre manifestazioni, anche di destra, stanno portando abilmente per i loro comodi a suddividere il mondo in due soli pensieri, approfittando della adesione di chi è in buona fede e aderisce per una giusta causa, organizzando però la manifestazione per altri scopi.
Per cui ci si esprime sempre più con termini “dall’altra parte”, per cui a sinistra si inculca che ci sia solo un’altra parte. Così come a destra. Ma questo fa comodo a molti di quelli che comandano i partiti, i movimenti, le associazioni e i sindacati e che organizzano di queste manifestazioni.
E gli ambiti associativi si riducono numericamente proprio perché prevale il pensiero di questi capetti che creano il vuoto e riducono i gruppi ai soli pochi membri che li riconoscono come responsabili permettendogli di continuare a comandare per tanti anni. Fenomeno dal quale, purtroppo non è esente nemmeno la Chiesa.
I pochi rimasti nei gruppi, compresi quelli delle Parrocchie e dei partiti, vengono abbindolati in nome della ideologia o della Fede ma per conto di altri fini di alcuni che si dimenano in attività non sempre necessarie ma utili ad una propria esaltazione e/o guadagno. E si assiste ad uno spostamento verso posizioni di sinistra che invero sono estremiste e antitetiche alla religione. Nulla in contrario a chi ha una ideologia estremista di destra o sinistra, ma non è compatibile con la religione, neanche con la cattolica.
Ed inoltre non può arrogarsi il diritto di mettere a ferro e fuoco o bloccare le città e distruggere beni comuni e privati. Né quello di mettere in pericolo le forze dell’ordine che una parte di costoro odia dichiaratamente. Invece nel mondo ci sono anche coloro che non amano i radicalismi generati da situazioni di occupazione delle istituzioni civili e religiose, piccole o grandi che siano, di soggetti che perdono di vista l’obiettivo generale per la propria gloria personale.
Ci sono anche persone, la maggioranza, che non sentono il bisogno di andare in piazza pur essendo contrari alle azioni di Israele (ma anche ad Hamas) consapevoli che scendendo per strada rischierebbero di essere coinvolti in scontri preordinati da alcuni ma anche per non assecondare chi prepara per esaltarsi personalmente. E con chi dice che la Fede è una cosa privata che nulla ha a che fare con il partito o il gruppo a cui si aderisce per giustificare le proprie scelte politiche o di altro genere, mi permetto di dissentire poiché gli insegnamenti della Fede vengono prima del partito e del gruppo. Semmai questi devono essere solo strumenti per concretizzarla.
E se le minoranze esagitate riescono a preparare manifestazioni che hanno una buona presenza devono ringraziare chi aderisce in buona fede ed il fatto che è facile organizzarle e sentirsi estremisti nello Stato italiano, dove sono cresciuti liberamente, magari sulle spalle dei propri genitori dipendendo ancora da essi ad età avanzata. Tanto non vengono fermati ed hanno pane e companatico garantito. Ognuno è libero di vivere come vuole ma non può limitare la libertà e le scelte degli altri. Luca 16,9-15: “Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e a Mammona”.

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