La parlamentare pentastellata contesta la nota del Dipartimento Lavoro a firma di Zito e Varone sulla stabilizzazione dei 173 precari di San Giovanni in Fiore. Baldino: «Senza fondi certi dopo il 2030 si rischia il dissesto per i municipi di San Giovanni in Fiore, Longobucco, Bocchigliero e Campana. Servono risorse statali stabili come per gli LSU-LPU».
“Secondo quanto trapelato a mezzo stampa la Regione, con nota del 20 ottobre del Dipartimento Lavoro, firmata dal dirigente di Settore Bruno Zito e dal dirigente generale Fortunato Varone, confermerebbe che i 173 lavoratori “Invisibili” di San Giovanni in Fiore si possono stabilizzare. In quella nota però manca la risposta che tutti aspettano: chi paga. La Regione indica gli adempimenti burocratici e la scadenza del 31 dicembre. Sulle risorse da garantire ai Comuni, soprattutto dopo il 2030, non dice una parola. È un modo per scaricare sui sindaci una responsabilità che è innanzitutto della Regione”. Lo dichiara in una nota la Vicepresidente M5S Vittoria Baldino.
“Lo diciamo da settimane e i fatti ci danno ragione – continua la parlamentare. Il contributo regionale, sulla cui concretezza non tutti i Comuni sembrerebbero poter contare, assegnato in ogni caso per ciascun lavoratore per quattro anni, copre solo una piccola parte del costo di un contratto a tempo indeterminato. Finiti i quattro anni, gli stipendi restano per sempre a carico dei bilanci comunali. Solo per San Giovanni in Fiore parliamo di oltre 2,3 milioni di euro l’anno. E stiamo parlando di un Comune che ha appena approvato in Giunta un rendiconto con un disavanzo di quasi 8 milioni di euro e che valuta un piano di riequilibrio o addirittura il dissesto. Con quali soldi dovrebbe assumere 173 persone e pagarle per i prossimi trent’anni?
Lo stesso vale per Longobucco, Bocchigliero e Campana, piccoli Comuni delle aree interne con bilanci fragili. Dire ai sindaci “ora procedete” senza dare garanzie sulla copertura non è una soluzione. È un modo per lavarsene le mani: se le assunzioni vanno in porto, il merito è della Regione; se saltano, la colpa è dei Comuni.
Intanto – prosegue Baldino – alcuni lavoratori continuano a essere in presidio. A loro e alle loro famiglie si continuano a dare speranze senza certezze. Su questi lavoratori si è costruito consenso per anni, proroga dopo proroga, annuncio dopo annuncio. Adesso basta. Il Presidente Occhiuto con un atto formale garantisca risorse certe e permanenti ai Comuni anche dopo il 2030. Su questo abbiamo già depositato un’interrogazione alla Camera e in Regione perché il Governo preveda un finanziamento statale stabile, come quello che ha permesso di stabilizzare gli LSU-LPU, anche per questo bacino. Senza soldi certi non c’è nessuna stabilizzazione, c’è solo un debito rimandato e l’ennesima promessa che rischia di ricadere sui lavoratori”, conclude Baldino.

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