La denuncia di Fratelli d’Italia nasce da una presunta disparità di trattamento amministrativo.
Circolo di Fratelli d’Italia “Giuseppe Tatarella” di Calopezzati denuncia con fermezza l’ennesimo episodio che solleva gravi interrogativi sull’operato dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giudiceandrea targata PD-M5S.
Secondo quanto segnalato da numerosi cittadini – e documentato da fotografie e filmati – lo scorso 6 marzo alcuni mezzi meccanici hanno operato per diverse ore sull’arenile della spiaggia di Calopezzati, intervenendo per mettere in sicurezza un tratto di costa antistante una struttura privata.
Un intervento che appare comprensibile e che apprezziamo, soprattutto alla luce dei pesanti danni subiti dal litorale calopezzatese a seguito dei recenti eventi meteorologici che hanno colpito la nostra regione. Tuttavia, la vicenda assume contorni ben diversi se si considera che, negli anni, la stessa amministrazione comunale ha ripetutamente vietato qualsiasi intervento con mezzi meccanici sull’arenile, sostenendo che tali operazioni avrebbero compromesso l’equilibrio ambientale, la tutela delle tartarughe Caretta Caretta e, più recentemente, la salvaguardia del fratino.
È proprio su questo punto che emerge con evidenza una gestione che appare sempre più contraddittoria. Da tempo il Circolo di Fratelli d’Italia “Giuseppe Tatarella” documenta come l’utilizzo di mezzi meccanici sugli arenili sia in realtà una prassi ormai diffusa in diversi stabilimenti balneari, senza che da parte dell’amministrazione vi siano stati interventi, controlli o prese di posizione. L’amministrazione, anzi, non vede, non sente e non parla!
L’episodio del 6 marzo, peraltro ripreso e segnalato con senso civico da alcuni cittadini, rappresenta soltanto l’ultimo caso di una lunga serie. Si tratta, peraltro, di un intervento realizzato sempre dalla stessa attività turistico-ricettiva che – sia chiaro – ha tutto il diritto di disporre di un arenile decoroso e dignitoso per accogliere i turisti, obiettivo che il nostro Circolo non solo comprende ma condivide.
Ciò che non è accettabile è, invece, nel nostro Comune si applichino due pesi e due misure. Per questa ragione rivolgiamo all’amministrazione comunale alcune domande chiare, alle quali i cittadini meritano risposte altrettanto chiare:
1. L’intervento del 6 marzo è stato effettuato direttamente dal Comune, impiegando mezzi e risorse pubbliche?
2. Se invece l’intervento è stato eseguito da un soggetto privato, esso è stato preventivamente autorizzato dall’amministrazione comunale?
3. Nel caso in cui l’operazione sia stata realizzata senza autorizzazione, quali provvedimenti intende adottare l’amministrazione?
4. Per quale motivo a tanti cittadini residenti che si erano offerti di ripristinare l’arenile con un mezzo meccanico a proprie spese per ragioni di sicurezza, è stato negato ogni intervento, mentre alla struttura turistica prospiciente la medesima area sarebbe stato consentito di operare?
5. Infine, la domanda più importante: l’amministrazione comunale intende ripristinare entro l’estate il percorso pedonale e la spiaggia danneggiata dal maltempo, oppure Calopezzati dovrà affrontare l’ennesima stagione turistica mostrando ai visitatori un litorale degradato e privo di dignità?
Il Circolo di Fratelli d’Italia “Giuseppe Tatarella” non vive sulla luna e non intende accettare in silenzio una gestione amministrativa che, troppo spesso, appare oscillare tra rigorismo formale verso alcuni cittadini e sorprendente tolleranza verso altri.
Per questo attendiamo risposte puntuali e tempestive. Qualora tali chiarimenti non dovessero arrivare, annunciamo sin d’ora che il nostro Circolo si attiverà in ogni sede opportuna per fare piena luce sulla vicenda.
Perché i cittadini di Calopezzati meritano trasparenza, coerenza e rispetto delle regole per tutti, non un’amministrazione che predica rigore e poi applica le norme a convenienza.
Una politica che ricorda fin troppo da vicino certe caricature della peggiore tradizione clientelare calabrese: quella del “Cetto La Qualunque“, che fa sorridere al cinema ma che, nella realtà, i cittadini non sono più disposti a tollerare.

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