Nel segno delle Madri Costituenti: l’arte sublime e materica di Assunta Mollo incontra la memoria educativa di Anna Maria Ferraro nel laboratorio inclusivo dell’IIS Cariati, dove il ricordo del primo voto alle donne diventa lezione viva di democrazia e partecipazione civile.
Ci sono opere che nascono per essere osservate e altre che, invece, sembrano chiedere di essere attraversate. “Le Madri Costituenti” di Assunta Mollo appartiene a questa seconda categoria.
La tela, donata al Laboratorio creativo e d’inclusione “Anna Maria Ferraro” dell’ITE/LS di Crosia, si inserisce nelle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario del primo voto alle donne in Italia, trasformando una ricorrenza storica in un’esperienza viva di memoria e partecipazione civile.
L’iniziativa promossa dall’IIS Cariati, diretto dalla dirigente Sara Giulia Aiello, assume così un valore che supera il semplice omaggio commemorativo. L’opera di Mollo nel celebrare le ventuno donne che contribuirono alla stesura della Costituzione italiana tra il 1946 e il 1947 diventa un ponte ideale tra le conquiste democratiche del passato e le responsabilità educative del presente.
Determinante, in questo percorso, è stato il ruolo di Tania Frisone, Presidente di AIParC Cosenza, che ha voluto destinare il dipinto proprio al laboratorio “Anna Maria Ferraro”, riconoscendo in quello spazio la naturale vocazione dell’opera: un luogo dove cultura, inclusione e memoria civile potessero dialogare quotidianamente con le nuove generazioni. La scelta di Frisone non appare casuale, ma profondamente coerente con la missione di AIParC, da sempre impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale come strumento di crescita collettiva e partecipazione sociale.
In questo senso, la collocazione della tela nel laboratorio dedicato ad Anna Maria Ferraro assume un significato ancora più profondo. Ferraro, docente prematuramente scomparsa, aveva fatto dell’inclusione e dell’attenzione agli studenti più fragili una missione educativa quotidiana. Il laboratorio che oggi porta il suo nome custodisce proprio questa eredità morale: l’idea di una scuola come spazio di ascolto, partecipazione e crescita collettiva.
Ed è qui che il gesto artistico di Assunta Mollo acquista una forza ancora più intensa.
La pittrice calabrese ha trasformato l’arte in un antidoto al dolore personale e del mondo, il disegno e il colore sono diventati strumenti di resistenza interiore, un linguaggio capace di restituire senso e libertà anche nei momenti più difficili.
Le sue opere portano dentro questa tensione esistenziale: volti inquieti, figure sospese, segni rapidi e materici che sembrano raccontare la fragilità umana senza mai cadere nel pessimismo. Anche in “Le Madri Costituenti” le figure femminili non assumono la rigidità della celebrazione ufficiale. Sono donne vere, attraversate dalla fatica della storia, immerse in una pittura vibrante dove il colore diventa memoria emotiva prima ancora che rappresentazione.
Ma il punto più profondo dell’opera sta forse altrove: nella straordinaria corrispondenza umana che si crea tra Assunta Mollo e Anna Maria Ferraro.
Entrambe, infatti, continuano a generare presenza dentro la fragilità.
Mollo nel suo eccezionale esistere trasforma il dolore in creazione artistica. Anna Maria Ferraro, invece, continua a vivere attraverso ciò che ha lasciato negli altri: i suoi insegnamenti, il suo esempio educativo, il ricordo di una docente capace di fare della scuola un luogo autenticamente inclusivo. Una combatte ogni giorno con i limiti imposti dal corpo senza rinunciare alla forza creativa; l’altra, pur assente, continua a educare attraverso il seme umano e culturale che ha saputo lasciare.
A rendere ancora più significativo questo intreccio è anche il parallelo tra i luoghi che entrambe hanno contribuito a far nascere come spazi di relazione e rinascita. Da una parte il laboratorio creativo “Anna Maria Ferraro”, dedicato alla sua memoria, all’interno della scuola come presidio di inclusione e partecipazione; dall’altra l’“Art House” di Assunta Mollo, il luogo in cui l’artista ha trasformato la propria esperienza in condivisione culturale, aprendosi all’incontro con gli altri attraverso l’arte.
In entrambi i casi non si tratta semplicemente di spazi fisici, ma di luoghi dell’anima. Ambienti in cui la creatività diventa strumento di cura, dove le fragilità non vengono nascoste ma accolte e trasformate in possibilità. Il laboratorio scolastico e l’Art House sembrano nascere dalla stessa intuizione: la cultura non serve soltanto a produrre bellezza, ma a costruire comunità.
È forse questo il messaggio più autentico che emerge dalla presenza delle Madri Costituenti a Crosia. La memoria democratica vive nelle celebrazioni formali, ma anche nei luoghi capaci di generare relazioni umane e coscienza civile. Le donne della Costituente, il ricordo di Anna Maria Ferraro, l’impegno culturale di Tania Frisone e l’arte materica di Assunta Mollo finiscono così per dialogare dentro un’unica narrazione: quella di chi, nonostante il dolore, la fatica o persino l’assenza, continua a lasciare tracce di futuro.
Nel laboratorio “Anna Maria Ferraro”, il quadro di Assunta Mollo trova quindi la sua collocazione naturale: uno spazio dove arte e inclusione si incontrano, dove la memoria delle Madri Costituenti si intreccia con quella di una docente che aveva scelto di mettere al centro la cura delle persone.
In un tempo spesso segnato dall’indifferenza e dalla perdita della memoria collettiva, l’IIS Cariati offre invece un esempio concreto di come la scuola possa ancora essere un presidio democratico e culturale. Attraverso un quadro, un laboratorio e storie di donne profondamente affini, prende forma un messaggio semplice e necessario: i diritti, la bellezza e l’educazione continuano a vivere solo quando qualcuno sceglie di custodirli e trasmetterli agli altri.

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