Omaggi floreali per tutte le tifose della Fidelis Andria presenti al “S.Vito Marulla”. E’ successo ieri nel prepartita del match.

Non ha avuto il risalto che meritava l’iniziativa promossa dall’associazione Cosenza nel cuore in occasione del match di domenica tra Cosenza e Fidelis Andria. La colpa, se tale si può definire, non è da addebitare a nessuno in particolare. L’unico piccolo appunto va rivolto alla gran parte dei fotografi ufficiali dell’evento sportivo, colpevoli di non aver immortalato il momento nonostante fossero stati avvertiti per tempo. Questa splendida compagnia, perché così può essere definita, presieduta da Antonello Aprile, che da anni lavora in silenzio e sottotraccia per inculcare il senso di appartenenza ai colori rossoblu e per promuovere lo spirito di aggregazione, non ha volutamente sbandierato ai quattro venti le sue intenzioni.
È giusto però che la notizia, a cose fatte, venga fuori perché a trarne beneficio sono sia la società del Cosenza calcio che la città intera. Due membri dell’associazione, nelle persone di Federico Perri e Stefania Colopi, nell’immediato prepartita si sono recati sotto il settore ospiti occupato dalla tifoseria della Fidelis e hanno omaggiato le supporters di fede biancazzurra di un mazzo di mimose adornato con un fiocco rossoblu. Un gesto di gusto nella settimana in cui si celebra la ricorrenza annuale dell’8 Marzo che è stato molto apprezzato dalle tifose pugliesi al seguito della squadra.
Se si pensa che i rapporti tra la tifoseria cosentina e quella andriese non sempre sono stati idilliaci, visti alcuni precedenti poco pacifici, la cosa risalta ancora di più. L’intento di iniziative così edificanti è di stemperare le rivalità tra gruppi di aficionados che spesso sfociano in atti di violenza, quando il calcio dovrebbe essere in realtà solo un sano passatempo da vivere col sorriso sulle labbra o con la spensieratezza che deve contraddistinguere lo sport in generale. Nella stessa giornata è andata in scena anche un’altra iniziativa, quella promossa dalla società del Cosenza di concerto con la fondazione “Roberta Lanzino“, che da sempre combatte per stigmatizzare la violenza sulle donne. Non sono state molte le donne ad approfittare della possibilità di entrare gratis allo stadio “S.Vito Marulla” per assistere alla gara.

E qui veniamo ai punti dolenti, finora delle tante idee per portare più pubblico ai match dei silani, solo una ha avuto un gran successo. Ricordiamo tutti la Tribuna B stracolma di ragazzi provenienti dalle scuole calcio di tutta la provincia in occasione del derby serale con la Reggina, fu un ribollire di passione e di entusiasmo, contagioso per tutti i presenti. Bene, allora sarebbe opportuno che chi di dovere in seno al Cosenza calcio guardi in faccia la realtà e non si ostini a promuovere ancora iniziative come quelle riservate ai comuni dell’hinterland cosentino. Ieri si contavano 4 persone, nelle gare precedenti al massimo si è arrivati a una ventina. Che si ritorni a coinvolgere chi ha davvero interesse ad appassionarsi alle sorti dei lupi, chi può e deve rappresentare il futuro della tifoseria, i bambini.
Si vada nelle scuole di Cosenza e non solo, e si consenta alle nuove generazioni di poter fruire dello spettacolo domenicale del “S.Vito Marulla“, i risultati saranno più gratificanti nell’immediato e produttivi in proiezione futura. La squadra gioverà del maggiore entusiasmo sugli spalti, mentre la città di Cosenza, con quel lancio di mimose (che poteva essere agevolato dagli steward aprendo le porte del settore ospiti) da ieri ha acquistato in termini di immagine e di spirito di accoglienza.
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