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Le scorie di Catania-Cosenza: beffa si ma… (di A.Pallo)

Se qualcuno alla vigilia avesse chiesto a qualunque tifoso del Cosenza se 1 punto a Catania poteva andar bene tutti avremmo risposto in maniera affermativa.

All’esito della gara, però, quella sensazione di “amaro in bocca” resta, si poteva tornare a casa con 3 punti di diamante che, sinceramente, abbiamo pienamente meritato. Fatto sta che, vuoi per la sindrome del “braccino corto” vuoi anche per la bassa resa dei cambi, questa volta abbiamo assistito ad un Cosenza poco maturo che non ha saputo tenere a bada un Catania dal quale, onestamente, ci aspettavamo molto di più.

Un primo tempo assolutamente magistrale con un Mungo superlativo (a proposito, settimana scorsa mi chiedevo se potesse costituire un problemino il nostro furetto….beh direi che il problema lo avranno gli avversari nell’affrontarlo), qualche pecca sul lato sinistro con un D’Orazio non lucidissimo (tanto per intenderci la responsabilità sul primo gol è proprio tutta di Saracco???) comunque un Cosenza tatticamente impeccabile che ha messo a nudo tutti i difetti di un Catania lento e macchinoso nelle sue geometrie. Fatto sta che, proprio quando avevamo la partita in mano, nonostante il 1-2 del Catania, lì non siamo stati in grado di chiuderla e, giocoforza, abbiamo subito la risalita degli etnei che, si badi bene, non hanno messo in difficoltà le gambe e la tattica dei lupi ma hanno prevalso sui nervi dei nostri.

Domenico Mungo (photo Rosito)
Domenico Mungo (photo Rosito)

In effetti la differenza tra le due formazioni in campo è stata proprio questa: loro, forti di giocatori esperti e navigati, hanno messo la partita sul piano della provocazione e dei nervi e noi, questa volta poco supportati dai cambi, ci siamo fatti trascinare proprio dove non dovevamo andare: conseguenza naturale che quella palletta buttata li più per disperazione che non per schema, ci ha costretti a tornare a casa con 2 punti in meno. In qualsiasi caso, all’esito di questa che è stata e sarà l’unica trasferta “complicata” del girone di ritorno, il bicchiere può considerarsi mezzo pieno a patto che, a partire dal derby di lunedì contro la Reggina, si inizi a spingere di nuovo sull’acceleratore: il 3° posto non è poi così distante se consideriamo che avremo in casa tutti i confronti diretti, ivi compresa la gara contro il Lecce da poter gestire al meglio, con il preciso obiettivo di puntare ad un posizionamento agevole nella griglia play off e poter quindi aspirare alla finale di Pescara.

Ovviamente si autorizzano i dovuti riti scaramantici ma abbiamo il preciso dovere di crederci visto la prestazione alla quale abbiamo assistito nel primo tempo del “Cibali” e come dice il nostro Braglia: “Se speravo nella vittoria? Io ci spero sempre“….ai posteri…..

Immagine di copertina dell’articolo Rosito.

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