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Legge sui Consorzi di Bonifica, Filomena Greco scrive a Calderoli e chiede l’impugnativa

La consigliera regionale di Casa Riformista contesta la norma numero 18 del 2026. Secondo l’esponente di Italia Viva, il testo cancella la vigilanza pubblica e danneggia i lavoratori.

La consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva Filomena Greco ha inviato al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, sen. Roberto Calderoli, una richiesta di valutazione, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, dei profili di illegittimità costituzionale della legge regionale n. 18 del 12 giugno 2026, che modifica la legge regionale n. 39 del 2023 istitutiva del Consorzio di Bonifica della Calabria. La lettera è stata trasmessa per conoscenza anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie, ed è accompagnata da una corposa documentazione, tra cui le osservazioni di ANBI, sindacati e organizzazioni agricole risalenti già al 2023, la Scheda di Analisi Tecnico-Normativa dell’ufficio legislativo del Consiglio regionale del 31 luglio 2023 e gli esiti delle sedute di commissione che hanno preceduto l’approvazione definitiva.

«Ho ritenuto necessario sottoporre al Governo una vicenda che si ripete identica a distanza di tre anni — dichiara Filomena Greco —. Già nel 2023, quando fu approvata la legge che istituiva il Consorzio unico, ANBI, le organizzazioni agricole e i sindacati avevano sollevato osservazioni rilevanti, in un procedimento legislativo durato appena diciassette giorni dal deposito in commissione alla pubblicazione sul BURC. Lo stesso ufficio legislativo del Consiglio regionale aveva dichiarato di non avere avuto tempo sufficiente per gli approfondimenti che la complessità della materia richiedeva. Quelle criticità non sono mai state affrontate. Oggi, con la legge n. 18 del 2026, la maggioranza ha scelto di eliminare la vigilanza e il controllo regionale sul Consorzio proprio mentre restano aperte procedure liquidatorie, rapporti economici contestati, contenziosi non definiti e questioni che riguardano direttamente lavoratori e creditori degli enti soppressi».

«La legge — aggiunge Greco — cancella il controllo regionale sul Piano di Classifica, lo strumento che determina i contributi a carico di agricoltori e cittadini. Cancella la natura demaniale delle opere pubbliche di bonifica, lasciando incerto il regime giuridico di infrastrutture destinate alla difesa del suolo e alla sicurezza del territorio. Si discosta dall’Accordo Stato-Regioni del 2008, che attribuisce alle Regioni un ruolo di vigilanza considerato elemento essenziale del sistema della bonifica in tutto il Paese. Per queste ragioni ho chiesto al Governo di valutare l’impugnativa della legge davanti alla Corte costituzionale».

«La Regione non può chiamarsi fuori dalla propria responsabilità proprio nel momento in cui restano da chiarire le posizioni di lavoratori e creditori — conclude Greco —. Sono loro a pagare il prezzo di questa scelta. Per questo continuerò a portare avanti questa battaglia, in ogni sede istituzionale, a tutela dei calabresi».

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