Banner Conad
Leone XIV mentre recita il Regina Coeli domenica 11 maggio 2025

Leone XIV, un Papa per il nostro tempo “Mai più la guerra”

Di Anna Maria Ventura

Nel suo primo” Regina Coeli”, il Pontefice parla al mondo con parole di pace, speranza e inclusione, ricordando il volto materno della Chiesa e il dono silenzioso di tutte le madri.

In un momento storico segnato da conflitti, sfiducia e frammentazione, l’elezione di Papa Leone XIV è apparsa come un segno profetico e consolante.

Il suo profilo – umile, contemplativo, vicino agli ultimi – ha subito richiamato alla mente una Chiesa che non domina, ma accompagna. In lui molti riconoscono il volto di un padre spirituale che, come una madre, sa accogliere, ascoltare e consolare.

La scelta del nome Leone richiama il coraggio e la forza di chi non teme di parlare con franchezza, ma con il cuore rivolto alla misericordia.

Questa domenica, nella sua prima apparizione pubblica per il Regina Coeli, Leone XIV si è rivolto a una Piazza San Pietro gremita e commossa, unendo in un unico respiro il bisogno di pace del mondo e il senso più profondo della Festa della Mamma.

Leone XIV mentre recita il Regina Coeli domenica 11 maggio 2025
Leone XIV mentre recita il Regina Coeli domenica 11 maggio 2025

Con voce ferma, ha lanciato un appello accorato ai leader della Terra: “Mai più la guerra”, chiedendo una pace giusta per l’Ucraina, il cessate il fuoco a Gaza, la liberazione degli ostaggi israeliani. Non parole astratte, ma ferite vive che bussano ogni giorno al cuore dell’umanità.Il Pontefice ha poi parlato ai giovani, citando San Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura”.

Li ha esortati a non lasciarsi schiacciare dall’indifferenza o dal vuoto, ma a rispondere con coraggio alla chiamata della vita, della fede, dell’impegno. Ha ricordato l’importanza di comunità credibili, capaci di sostenere e orientare.

Ma è nel passaggio dedicato alle madri che il suo messaggio ha toccato corde più intime. Ha espresso affetto e gratitudine per tutte le mamme – viventi e defunte – definendole “prime testimoni dell’amore di Dio nella vita di ciascuno”.

Ed ha paragonato la Chiesa stessa a una madre che “non giudica, ma accompagna; non impone, ma si fa prossima”.

In questo senso, la maternità è diventata immagine della vocazione più alta della Chiesa: essere grembo di misericordia e di rinascita.

Condividi questo contenuto